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Malta, dalla mafia italiana a quella russa: tutti i nemici di Daphne Galizia

L’isola del Mediterraneo centro nevralgico per la droga, prostituzione e traffico di esseri umani

Daphne Curuana Galizia è senza dubbio morta per mano mafiosa. Resta da capire da quale organizzazione in particolare, ma di mafia si tratterebbe.Questa è la convinzione degli investigatori locali che stanno indagando sull’uccisione della giornalista maltese avvenuta nei giorni scorsi.

Le piste che si seguono

Passano le ore e le piste seguite dagli investigatori aumentano. D’altronde, la cronista uccisa aveva ficcato il naso un po’ ovunque e aveva denunciato un difuso sistema di corruzione. Governo e opposizione, nessuno risparmiato. E dunque le ipotesi di infiltrazioni mafiose sono numerose: quella italiana, in particolare la mafia e la ‘ndrangheta, quella libica per gli interessi petroliferi e quella russa per lo strozzinaggio di alto bordo.

Come era prevedibile, dopo il cordoglio iniziale, è iniziato lo scambio di accuse. Mentre il primo ministro, Joseph Muscat ha fatto un lungo intervento in diretta tv dove ha parlato di ricerca di verità per la morte della blogger, dichiarandosi pronto a offrire una ricompensa a chiunque avesse notizie utili, è arrivata puntuale la risposta del leader dell’opposizione Adrian Delia che ritiene il premier incapace di condurre le indagini.

Malta centro nevralgico nel Mediterraneo

Ma perché Malta? La risposta Galizia l’aveva trovata nella conveniente tassazione del Paese. Solo l’8% di iva e la privacy come garanzia. Infatti nel Paese de La Valletta tutti i nomi possono essere nascosti. Motivo? Nelle company act possono risultare solo i nomi degli imprenditori locali. Ma non solo. Malta, piccola isola europea del Mediterraneo vicina all’Italia, è un punto di snodo strategico per l’Europa e per l’Africa, pare indispensabile per il passaggio di droga, prostituzione e traffico di esseri umani.
“Malta si sta trasformando in un circo. L’unica cosa che dobbiamo sapere sul leader dell’opposizione è se sia in grado di correre con il suo Paese e di come ha intenzione di farlo. Non abbiamo bisogno di vederlo una domenica mattina con la giacca pronto a mangiare hamburger in un barbecue”. Così ha scritto Garizia in uno dei tanti post del suo blog dedicati al leader dell’opposizione, anche lui nel mirino della cronista. Questo però non sembra aver toccato così tanto Delia che un giorno, prima della morte della donna, dichiarava che “Malta era il posto più sicuro del mondo tanti anni fa, oggi sta diventando il centro per il traffico di droga, prostituzione e traffico di esseri umani”. Proprio a questo faceva riferimento la blogger uccisa quando nell’ultimo periodo aveva parlato nelle sue inchieste di qualcosa di molto scomodo e delicato: la mafia nell’isola.

L’esplosivo utilizzato per uccidere Garizia proveniva dall’Italia

Alcune fonti locali ritengono che l’esplosivo utilizzato per l’autobomba della Galizia provenga dall’Italia. Un testimone ha parlato di due esplosioni, una a distanza di pochi secondi dall’altra. E per noi italiani non è nulla di nuovo. Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sono morti nel medesimo modo.

I Malta Files considerati dal Governo  ‘fake news’

A maggio di quest’anno  grazie a un poll di giornalisti, tra cui anche l’Espresso, scoppia lo scandalo dei MaltaFiles  dal quale è emerso che “Malta è un obiettivo per le imprese legate alla mafia italiana, agli squali di prestito russo e ai più alti livelli dell’elite turca”.
A tutto questo, ai Malta Files e alle denunce dei giornalisti, il Governo maltese ha risposto definendo tutto una ‘fake news’ e anche se il processo sembrava legale, Malta non avrebbe soddisfatto tutti i requisiti per controllare eventuali casi di frode. I leader maltesi hanno sostenuto che il controllo della politica fiscale sia l’unico strumento che rimane per i piccoli Stati dell’Ue di rimanere competitivi.

I giornali di tutto il mondo parlano di lei

Intanto nel mondo tutte le testate giornalistiche parlano di lei. Il The Indipendent ha titolato: “La giornalista assassinata per aver fatto vedere la corruzione”. Il New York Times, invece, crede che dopo la morte della cronista ci sia una minaccia globale. E Le Figaro scrive:” Un’impavida blogger assassinata”. El Pais parla di una giornalista assassinata per le indagini sulla corruzione del Governo maltese.

 

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