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Storica stretta di mano Trump-Kim, le due ‘teste calde’ firmano accordo

L’incontro a Singapore tra i due leader

E’ fatta. Donald Trump e Kim Jong-Un si sono stretti la mano. Dieci lunghi secondi di foto e applausi. Un momento storico che segna nel 2018 l’anno della svolta per le politiche internazionali.

I tweet guerrafondai di non pochi mesi fa che si scambiavano i due sembrano acqua passata, anche se i più maligni ancora non si fidano e credono che questo non sia che un momento di tregua, che prima o poi finirà.

Il presidente degli Stati Uniti ha parlato dell’incontro in maniera positiva:”E’ andato molto bene, prevedo una relazione formidabile. Kim vuole la denuclearizzazione più di me e la pace più di me, sà che sarà un bene per il suo popolo”, ha spiegato al termine dell’incontro.
“Abbiamo sottoscritto un documento di ampio respiro, credo che lui onorerà gli impegni. Kim darà al via il processo appena tornato in Corea. Posso dire che lo conosco abbastanza bene”, ha concluso.

L’incontro, avvenuto a Singapore sul patio del Capella Hotel, lascia spazio a molte speranze, soprattutto a quella di una resa delle arme nucleari. Nonostante le tante domande dei giornalisti fatte a Jong-Un sulla denuclearizzazione, il coreano ha fatto scena muta. Ciò nonostante ha dichiarato che “non era facile arrivare fin qui ma abbiamo superato gli ostacoli”. Ha poi continuato parlando dell’incontro “storico” dove “abbiamo deciso di lasciarci il passato alle spalle, abbiamo firmato un documento storico, il mondo vedrà un importante cambiamento”.

Dopo un primo faccia a faccia durato 45 minuti e iniziato con un “nice to meet you Mr President” di Kim, l’incontro si è allargato anche al segretario di Stato Mike Pompeo, il capo di gabinetto John Kelly e il consigliere sulla Sicurezza nazionale John Bolton, il braccio destro del leader Kim Yong-chol, il ministro degli Esteri Ri Yong-ho e Ri Su-yong il presidente della Commissione diplomatica della Suprema assemblea del popolo.

Un evento che ha avuto una grandissima risonanza mediatica in America e meno nella Corea del Nord, visto anche il ruolo dei giornalisti nordcoreani, più ristretto rispetto ai colleghi statunitensi.
“Penseranno che sia un film di fanstascienza”, pare abbia detto il leader nordcoreano durante la lunga stretta di mano con il Tycon e forse non ha tutti i torti. Vedremo cosa succederà, quello che è certo è che Donald Trump è il primo Presidente americano ad avere aperto il dialogo con la Corea del Nord.
Il passato è difficile da dimenticare ma da due ‘teste calde’ come loro, nessuno si aspettava tanta diplomazia. Staremo a vedere.

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