Strage di militari in Egitto: il ricercato numero 1 è un ex ufficiale dell’esercito

50 morti a sud della Capitale

Sono almeno 50 le vittime e 30 i feriti tra poliziotti e militari egiziani caduti in un’imboscata tesa da un gruppo di miliziani nella zona dell’oasi di Bahariya, a sud ovest de Il Cairo.

Il ministero dell’interno egiziano in un comunicato ha confermato l’incidente, ma ha evitato di fornire un bilancio certo sul numero delle vittime dello scontro a fuoco, pur sottolineando che diversi assalitori sono rimasti uccisi.

Nella zona a sud de Il Cairo è da tempo attivo il gruppo Harakat Hasm, il movimento della risolutezza, legato ai Fratelli Musulmani, formato da decine di miliziani sfuggiti alla repressione scatenata da Al Sisi contro gli islamisti. Proprio questa fazione avrebbe rivendicato l’attacco contro le forze di sicurezza  egiziane, ma la responsabilità di Hasm è stata messa in dubbio da numerose fonti tra gli investigatori.

Da mesi l’Egitto è alle prese con un’insurrezione armata da parte di  differenti gruppi di islamisti che, dal 2013 ad oggi, ha provocato la morte di centinaia di agenti di polizia e militari dell’esercito e, se nel Sinai la presenza della Wilayat dell’Isis, la provincia dello Stato islamico, è un fatto conclamato, nella provincia cairota gli attacchi potrebbero provenire da un ex ufficiale dell’esercito, Hisham al-Ashmawy, processato nel 2012 ed esautorato da ogni incarico militare.

E’ notevole la parabola ascendente di questo ex colonnello delle forze speciali egiziane, la cui presenza è sata segnalata dal mukhabarat egiziano sia in Siria nel 2013 nelle fila di Jabhat al-Nusra, affiliata con Al-Qaeda, poi tra i ranghi di Ansar bayt al Maqdis, milizia filo Isis operante nel Sinai e infine nominato a capo della fazione libico-egiziana del movimento terroristico dei “Murabitun”, per il quale, Ashmawy appare in un video del 2015, con il nome di Abu Omar Al-Muhajir, rivendicando la responsabilità di un attacco compiuto dal gruppo a Farafra, nella penisola del Sinai.

Ci sono somiglianze tra l’attentato compiuto venerdì e le precedenti operazioni condotte dal leader jihadista e dall’ex ufficiale militare Hisham al-Ashmawy e le speculazioni si sono sprecate quando Horaas al Shaaria, i guardiani della Shaaria, un account presente in alcuni social media e collegato con la rete di Al-Qaeda, ha celebrato il successo dell’operazione in un post indicando la responsabilità di Ashmawy per l’attentato.

L’ascesa della fugura dell’ex colonnello, divenuto jihadista, non si può trascurare anche per i ruoli transnazionali ricoperti da al-Ashmawy nell’ambito della guerriglia in Siria, Egitto e Libia, Paesi nei quali il suo nome ricorre ogni qualvolta si verifichi un raid delle milizie islamiste che, per caratteristiche operative, possa avvicinarsi alla personalità dell’ex militare egiziano.

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