Ungheria: Soros e Ong fanno fagotto. Orban ha vinto

A breve gli uffici della Open Society Foundation potrebbero trasferirsi a Berlino

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L’Ungheria costringe alla ritirata George Soros e le Ong che fanno capo al miliardario filantropo, che aveva in animo di espandere al paese magiaro le attività di accoglienza dell’ondata di clandestini provenienti da Asia e Medio Oriente.

La Open Society Foundations dovrà, quindi, necessariamente smettere di operare in Ungheria e spostare le sue operazioni in un altro paese europeo, presumibilmente la Germania se il pacchetto di leggi proposte dal premer neo eletto dovesse essere approvato dal Parlamento. “Stiamo osservando da vicino l’andamento del dibattito sulla bozza di legge – ha dichiarato la Open Society Foundation – che restringe in modo drammatico le attività della società civile in Ungheria”.

Stop Soros

Il pacchetto di leggi denominato “Stop Soros”, fa parte di un piano anti-immigrazione inaugurato da Orban durante la sua campagna elettorale. Secondo il premier ungherese, infatti, il flusso di immigrati sarebbe mirato a destabilizzare l’Europa ed è stato alimentato da Soros proprio attraverso i finanziamenti alle Ong.

Il pacchetto ‘Stop Soros’, prevede l’istituzione di una zona riservata alla detenzione di clandestini distante 8 chilometri dal confine ungherese. Inoltre, le Ong dovranno fornire i propri dati al tribunale competente per zona, che provvederà a dare o meno il proprio assenso alle iniziative.

Pene severe per le trasgressioni e tassazione al 25% su finanziamenti che arrivano dall’estero per tutte quelle organizzazioni non governative che verranno considerate alla stregua di “agenti stranieri”. La determinazione del premier ungherese potrebbe presto fare proseliti. L’asse Visegrad, formato da paesi dell’est europeo, avrebbe in animo di approvare, come in Ungheria, pacchetti di leggi rivolte a contrastare l’immigrazione clandestina, in primis prevedendo il rifiuto dell’accoglienza di provenienti da altri Paesi dell’Unione europea.

Il premier magiaro, Viktor Orban, potrebbe dunque uscire vincitore nel braccio di ferro che lo ha visto confrontarsi con Soros. Secondo le indiscrezioni pubblicate da il Guardian, già ad agosto gli uffici della Open Society Foundation potrebbero lasciare il l’Ungheria per trasferirsi a Berlino.

La polemica

La linea del premier ungherese, però, non ha mancato di suscitare polemiche. Se da un parte la Commissione europea ha momentaneamente sospeso il giudizio sul pacchetto di leggi contro le Ong di Soros, dall’altra l’Ungheria ha già in corso una procedura di infrazione davanti alla Corte di giustizia Ue, proposta proprio dalla Commissione, per violazione della legge sulle organizzazioni non governative.

Ma non solo. Le accuse contro Orban riguardano anche la presunta posizione antisemita assunta nei confronti di Soros, nato in Ungheria da una famiglia ebrea. Per questo, secondo alcune versioni, l’avversione verso il miliardario sarebbe legata proprio al fatto di essere ebreo.

 

 

 

 

 

 

 

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