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Scuole Marina a La Maddalena: “Così Taranto muore”

Non si ferma la polemica per il trasferimento dei corsi Vfp1 sull’isola

“Non toglieteci anche le scuole della Marina. Così Taranto muore”. E’ la richiesta di aiuto indirizzata al governo da parte di una città che rischia il tracollo economico a causa dell’Ilva ma non solo. Se il settore siderurgico ha rappresentato ( e ancora rappresenta ) la fonte principale di guadagno per il territorio, la presenza della Marina militare non è da meno. Ma la possibilità che i corsi per allievi volontari della Marina militare in ferma prolungata di un anno (VFP1) vengano trasferiti alle scuole de La Maddalena in terra di Sardegna, già dal prossimo settembre, mette la città in allarme a causa di un possibile colpo all’economia. Ne è convinto il consigliere comunale di Taranto, Piero Bitetti, che parlando con Ofcs.report ha spiegato: “Non ne faccio una questione di colore politico, perché è un tema che riguarda un territorio che prova a rafforzare economie parallele e alternative (all’Ilva, ndr). Il Pil garantito dall’Ilva è tra l’80 e il 90%, ma vorremmo puntare su economie appunto parallele e alternative. Taranto ha un legame fortissimo con la Marina Militare, che ringrazio per tutto quello che fa per la città Alcuni dei punti più belli di Taranto sono affidati proprio alla Marina. Ma adesso avremmo bisogno di un sostegno da parte dello Stato e del ministero della Difesa perché l’economia e il turismo devono essere accompagnati”.

“Lo Stato italiano ha un debito con Taranto”

La vicenda dello spostamento della scuola Nocchieri di porto della Guardia Costiera dislocata a Taranto a La Maddalena, dunque, continua a creare polemiche e preoccupazioni al punto che è stata oggetto di un question time a cui nei giorni scorsi ha risposto il sottosegretario alla Difesa Raffaele Volpi che ha assicurato un ritorno economico al territorio dall’aumento di militari stranieri e di marescialli presso la scuola Sottufficiali. Una sorta di compensazione per le perdite legate ai corsi Vfp1 che però pare non soddisfare la città di Taranto.

“Non sono soddisfatto – ha aggiunto Bitetti – perché dobbiamo perdere qualcosa per recuperarlo in altro modo?”. Ma non solo. Il consigliere comunale sottolinea anche un altro aspetto legato all’investimento di denaro pubblico per attivare i corsi a La Maddalena: “A Taranto le strutture sono già pronte, senza bisogno di manutenzione. Quindi un risparmio per lo Stato. La Maddalena, invece, non è nelle migliori condizioni. La nostra città, inoltre, è predisposta a questo tipo di attività”. Circa 1000 militari che arrivano a Taranto per i corsi rappresentano un indotto importante soprattutto per le attività commerciali nate a ridosso delle scuole. “Lo Stato italiano ha un debito con Taranto – conclude Bitetti – il siderurgico è cresciuto ma a discapito di altro. Ad esempio, nel Salento cresce il settore del turismo. Ma da noi questo non accade a causa del danno di immagine legato all’inquinamento causato dall’Ilva. Eppure Taranto non ha nulla da invidiare alle bellezze del Salento. Questo governo non ha responsabilità del trasferimento, ma ci meravigliamo quando un parlamentare del territorio da supporto a questa scelta”.

La risposta dei M5S

“La sede di Taranto é stata, é e sarà la primaria base operativa e logistica della Marina militare e, nello specifico, principale centro di formazione per il personale Sottufficiale e di Truppa nonché sede del principale centro di addestramento – ha spiegato Alessandra Ermellino del Movimento 5 Stelle, membro della commissione Difesa della Camera – Il ministero della Difesa ha chiarito che la Forza armata, in accordo con il Comando Generale delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, ha programmato un limitato trasferimento dei soli corsi di volontari in Ferma Prefissata annuale da Taranto alla Sardegna; dagli inizi del 2019, infatti, affluiranno annualmente circa 2500 corsisti a fronte di una media di circa 2300 dei precedenti quattro anni e a fronte di un trasferimento alla scuola di La Maddalena di 3990 giorni di corsi si avrà un incremento di 7170 giorni presso la scuola di Taranto”. Ermellino ha poi chiarito “che a partire dal 2019, e per alcuni anni a venire, saranno erogati corsi sia presso la scuola Sottufficiali di Taranto sia presso il Centro di Addestramento della Marina militare del capoluogo ionico in favore degli equipaggi delle unità navali di Marine militari di Paesi amici che saranno costruite presso i cantieri italiani”.

La decisione di spostare da Taranto a La Maddelena i corsi Vfp1 della Marina è stata presa dal governo precedente. Secondo la Nuova Sardegna tale decisione è stata presa a seguito di accordi tra il ministero della Difesa e la Regione Sardegna, allo scopo di dare nuova linfa, dal punto di vista economico, al Governo all’isola.

Opposizioni all’attacco

All’attacco del sottosegretario Volpi anche le deputate di Forza Italia Vincenza Labriola e Maria Tripodi che in una nota hanno dichiarato: “La decisione del ministero della Difesa di spostare a La Maddalena la scuola Nocchieri di porto della Guardia Costiera dislocata a Taranto rappresenta un motivo di grave preoccupazione per un territorio più volte depredato e ingiustamente punito dallo Stato. Quanto dichiarato dallo stesso sottosegretario Volpi – aggiungono – nel corso del question time alla Camera dei Deputati, non ci rassicura affatto. L’annunciato aumento di qualche decina di militari stranieri e di marescialli (che il sottosegretario moltiplica per i giorni di permanenza) presso la scuola Sottufficiali nel capoluogo ionico non servirà a colmare il vuoto economico lasciato dai corsi dei futuri guardiacoste. Un cambiamento non certo alla pari – sostengono le deputate – nonostante il governo stia tentando di creare ben altre aspettative. Sconosciuti, al momento anche i costi relativi allo spostamento della scuola Nocchieri di porto dalla Puglia alla Sardegna, dove andrebbe a occupare strutture fatiscenti. Se Roma non farà un passo indietro, chiediamo almeno che la nave scuola dei sottufficiali della Marina militare Palinuro, a titolo di compensazione, venga dislocata nella sede di Taranto, magari ormeggiata di fronte al castello Aragonese”.

La preoccupazione del Cocer Marina

Preoccupazione per le condizioni di Taranto erano già arrivate dal delegato Cocer Marina Antonello Ciavarelli, che nei giorni scorsi ha spiegato: “C’è preoccupazione per il trasferimento di qualche decina di famiglie della Guardia costiera sull’isola dove vi sono carenze infrastrutturale, alloggiative e di protezione sociale, in considerazione anche degli alti costi che un luogo turistico comporta”.

 

 

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