Cancro, Cattel: sono deluso, mia ricerca bloccata per mancanza di fondi

farmacia di turno

«Sono abbastanza deluso».  Lo dice il dottor Luigi Cattel a Ofcs Report. A tre anni dalla scoperta fatta insieme alla dottoressa Barbara Stella, che sembrava sensazionale e probabilmente lo era, abbiamo deciso di risertirli per sapere se ci fossero stati dei progressi nella ricerca. Tre anni fa si annunciò la cura per il cancro, premi e riconoscimenti, poi niente più. Nessuna delle big pharma ha finanziato la ricerca. Genialità e cervelli in fuga, intuizioni sprecate e sofferenze aumentate? Una vera e propria cura contro il cancro in realtà non lo era, ma era un’alternativa alla chemio, una terapia per via endovenosa da cui i malati oncologici forse avrebbero potuto trarre vantaggi? La nano particella sperimentata insieme a Stella, infatti, avrebbe dovuto attaccare solo ed esclusivamente le cellule malate, risparmiando quelle sane e riducendo in maniera sostanziale gli effetti collaterali della chemioterapia riducendone così il numero di sedute. Molte delle cavie su cui era stata fatta la sperimentazione erano guariti, in altri il cancro si era arrestato. Oggi il dottor Cattel è in pensione, anche se in due gruppi diversi, sia lui che la dottoressa Stella avanzano nella ricerca. Ma ancora oggi nessuno investe.

Dottor Cattel a che punto è la ricerca?
“La ricerca non è progredita perché non ha ottenuto i finanziamenti necessari. Un farmaco diventa tale se riceve dei finanziamenti da parte delle big pharma. Perché un farmaco sia tale dopo gli studi clinici occorre un investimento di una grande casa farmaceutica di circa un miliardo di euro. Occorre moltissimo tempo perché un farmaco passi dalla sperimentazione animale alle sperimentazioni cliniche, circa 8-10 anni”.

La pillola combatte solo il tumore al pancreas o anche altri tipi di tumore?
“La nano capsula combatte non solo il tumore al pancreas, ma anche altri tipi di tumore.  Manca il vero decollo ovvero la sperimentazione clinica, dopo aver raggiunto degli ottimi risultati con la sperimentazione animale. Dieci anni di sperimentazione. Sul modello di tumore al pancreas animale ci sono stati casi di guarigione non solo per il tumore al pancreas ma anche alla mammella. Infatti, per il tumore al pancreas è finita la sperimentazione preclinica e stiamo verificando altri tipi di tumore”.

Come agisce?
“Blocca il tumore, il farmaco all’interno della nano capsula colpisce solo le cellule tumorali. Ha meno effetti collaterali rispetto ad altri farmaci perché è diretto verso il tumore. Il principio è lo squalene: una molecola antica di miliardi di anni nata quando la terra era ancora priva di ossigeno. All’epoca sono nate lo squalene ed altri tipi di molecole che sarebbero poi servite dopo qualche miliardo di anni ad avviare un processo di formazione delle prime molecole e del primo organismo vivente ovvero del primo batterio anaerobio metanifero che utilizzava già queste componenti organismo primordiale. Abbiamo visto che se questa molecola primordiale veniva legata chimicamente ad una molecola ad azione antitumorale, questa spontaneamente la volgeva all’interno del suo guscio. Una volta iniettate le molecole sfruttano la loro attitudine e tutto quello che lega lo avvolge come in un guscio e diventano nano capsule e nano particelle”.

La pillola funziona come prevenzione o come cura?
“Nei topi guariti ha dato buoni risultati, non si sono più ammalati anche su tumori resistenti aveva dato buoni frutti, bisognerebbe passare alla fase umana. A distanza di tre anni i topi non si sono riammalati”.

Ha ottenuto riconoscimenti a livello Europeo, che ruolo gioca l’Italia nella sua ricerca?
“Si fanno grandi scoperte che poi non si riescono ad attualizzare dal punto di vista clinico. Ho parlato con il responsabile dell’istituto  per la ricerca e la cura del cancro di Candiolo che aveva il problema che le sue molecole non trovano un finanziamento. E parliamo dell’istituto più importante che si trova in Italia”.

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