Coronavirus variante 2019-nCoV: viene dall’oriente

Coronavirus Variante 2019-nCoV, viene dall’oriente. Si tratta di nuovo coronavirus identificato dagli scienziati cinesi ed è la causa di un focolaio epidemico di polmonite nella città di Wuhan nella Cina centrale. Il cluster epidemico è stato inizialmente segnalato il 31 dicembre 2019, quando è stata informata la sezione cinese dell’Oms.

Le autorità cinesi hanno identificato un nuovo tipo di coronavirus (coronavirus, 2019-nCoV), che è stato isolato il 7 gennaio 2020. Sono stati condotti i test di laboratorio su tutti i casi sospetti. Attraverso questi test sono stati esclusi agenti patogeni già noti quali influenza, influenza aviaria, adenovirus, infezione da coronavirus acuta grave (SARS-CoV) e coronavirus del Medio Oriente (MERS-CoV). Dopo l’identificazione è stato procedurato un test di conferma dall’istituto  Charité – Universitätsmedizin Institute of Virology di Berlino. Le autorità cinesi affermano che la fonte sia il mercato del pesce della città di Wuhan, quindi probabilmente si tratta di una zoonosi (patologia trasmessa da animali). La trasmissione ignota, forse alimentare, è successivamente stata definita come da “uomo a uomo” per via aerea.

Si presuppone un periodo di incubazione per 2019-nCoV compreso tra 2 e 10 giorni, in genere tra 4 e 6. In alcuni casi, però, sono stati riportati periodi di incubazione più lunghi, fino a 14 giorni. Nei primi due giorni non è infettivo (al momento); diviene  infettivo solamente se sintomatico.

Tra i principali sintomi vi sono febbre pari o superiore ai 38 °C, brividi, mal di testa, dolori muscolari e malessere generalizzato, lievi problemi respiratori, in alcuni casi, anche diarrea (dal 10 al 20 per cento delle persone colpite). Questi sintomi possono essere connessi oppure trasformarsi in ipossia (carenza patologica di ossigeno nel sangue) e la maggior parte dei pazienti inizierà a soffrire di polmonite,necessitando di cure intensive. Ad oggi le autorità cinesi registrano,sicuramente in difetto un numero di 420 casi con 9 morti in maggioranza localizzati nella  regione dell’Hubei con Ramificazioni nel Guandong. Vi sono segnalazioni di casi anche in Thailandia, Filippine, Macao, Hong Kong,Stati Uniti.

Wuhan, città di 12 milioni di abitanti con aeroporto internazionale è una delle più popolose della Cina Centrale. La trasmissione aerea ha costretto le autorità cinesi alla quarantena dei trasporti da e per la regione.  La paralisi dei flussi di movimento e di merci è particolarmente sentita per la coincidenza del Capodanno cinese, festività maggiore che movimenta più di duecentocinquanta milioni di cinesi. All’esterno alla regione, i casi stanno aumentando nelle province limitrofe portando il livello di guardia più in alto, ovviamente si aggravano le ripercussioni sull’economia locale. La psicosi alimentare, unita alla recente epidemia di peste suina, ha messo in ginocchio il mercato della carne più grande al mondo. È altresì preoccupante il fatto dei primi casi a Macao, città casinò ideale per le festività con milioni di accessi in questa settimana.

I voli provenienti dalla regione e dalla Cina interna sono costantemente monitorati attraverso controllo della temperatura corporea e valutazione di sintomi maggiori. Il WHO, CDC di Atlanta ed ECDC hanno alzato il livello di allerta da basso a moderato, tendente all’alto. Si prevede un protocollo di sorveglianza  con ipotetica quarantena nel caso si riscontrino malati nei terminal di arrivo.

Significativo si preannunzia l’impatto economico per via delle gravi limitazioni per gli scambi cose/persone e degli alti costi per politiche sanitarie dovuti a mezzi di rilevamento, test diagnostici, personale specializzato, farmaci antivirali, luoghi di ricovero  di livello intensivo e semi intensivo. A questo si aggiungano anche eventuali quarantene di città con alto numero di abitanti ed i mancati introiti per il capodanno cinese, con calo dei consumi, psicosi collettiva, difficoltà dei trasporti di cose e persone e congestionamento dei principali scali aeroportuali interni ed internazionali.

In Italia è già attiva la rete di sorveglianza delle gravi infezioni respiratorie acute (SARI) e delle sindromi da distress respiratorio acuto (ARDS). La situazione è costantemente monitorata dal Ministero, che è in continuo contatto con l’OMS e l’ECDC. L’aeroporto di Roma Fiumicino ha tre voli diretti con Wuhan, e numerosi voli non diretti, il cui traffico di passeggeri dovrebbe aumentare in occasione del capodanno cinese. Come previsto dal Regolamento Sanitario Internazionale (2005) (RSI), presso l’aeroporto di Fiumicino è in vigore una procedura sanitaria, gestita dall’USMAF SASN, per verificare l’eventuale presenza a bordo degli aeromobili provenienti da Wuhan di casi sospetti sintomatici ed il loro eventuale trasferimento in bio-contenimento all’Istituto Nazionale Malattie Infettive L. Spallanzani di Roma. È stato anche predisposto il materiale informativo da affiggere negli aeroporti per informare i viaggiatori internazionali.

Essendo la situazione in mutamento non si possono escludere nuovi protocolli di quarantena, gestione, rilevamento e trattamento della patologia come durante la crisi della SARS nei primi anni 2000. Si possono ipotizzare scenari di affollamento degli ospedali per vere o presunte patologie con sofferenze dell’apparato respiratorio che andrebbero a congestionare il SSN già provato dalle emergenze strutturali e di personale. Abbiamo comunque ottime eccellenze e la capacità di lavorare velocemente e bene a meno di un peggioramento catastrofico.

 

a cura di Marco Serale

Articoli suggeriti