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Tumori, nel 2050 tutti sconfitti grazie all’immunoterapia

Ma i costi di questa terapia sono ancora troppo alti

L’immunoterapia potrebbe essere l’arma letale contro i tumori. A sostenerlo è il Nobel per la Medicina 2018, Tasuku Honio, professore all’università di Tokyo, durante la cerimonia di assegnazione del premio condiviso con il collega americano James P.Allison dell’Anderson Cancer Center. Entro il 2050 l’immunoterapia, ossia l’utilizzo delle difese del sistema immunitario come armi contro le cellule malate, potrà essere in grado di far sparire ogni tipo di tumore, o quanto meno di bloccarlo. “Sono quasi sicuro che entro il 2050 tutte le forme di tumore potranno essere sconfitte con l’immunoterapia”, ha detto Honjo incontrando la stampa insieme ad Allison nell’Istituto Karolinska. Poi ha aggiunto che “se non riusciremo a eliminare tutti i tumori, potremo comunque riuscire a bloccarli, impedendo loro di continuare a crescere”. Un idillio lavorativo che dura da più di 30 anni quello tra Honio e Allison che da quando si sono conosciuti nel 1982 in Texas non si è mai interrotto. “Da allora non ci siamo più visti, ma nonostante questo fra noi non c’è mai stata competizione: le nostre ricerche sono andate avanti in modo complementare”, ha raccontato Honio.

In Italia 1.000 nuovi casi al giorno

La lotta ai tumori è una delle maggiori attività di ricerca nel mondo sul fronte della salute. Secondo dei dati diffusi dall’Airc, ogni giorno in Italia si diagnosticano più di 1.000 nuovi casi di cancro per un totale di 373.300 nuovi malati all’anno. Gli uomini, seppur di poco, si ammalano di più delle donne: 52% contro il 48%. Da queste statistiche è bene evidenziare che sono stati esclusi i tumori della pelle che sono i più difficili da diversificare tra benigni e maligni.

Se da una parte sono sempre di più le persone ad ammalarsi sono anche in aumento le persone che sopravvivono. Chemioterapia, radioterapia e immuneterapia sono le terapie più usate per combattere i tumori. E questo grazie al lavoro di Honio e Allison, ma non solo. “Ci sono altri meccanismi importanti, ma i nostri due sono davvero cruciali – ha sottolineato Allison – e in combinazione si potenziano”. Lo scienziato texano si dice convinto che il suo Ctla4 e il Pd-1 di Honjo siano “le due molecole più interessanti” nella strategia di togliere il freno e scatenare le difese immunitarie contro il cancro. “In futuro arriveranno combinazioni che possono lavorare insieme per superare i problemi legati alla chemioterapia – ha aggiunto – Penso a un approccio immunitario che consenta di uccidere le singole cellule malate. La chemio in alcuni tipi di cancro funziona, ma in altri meno e ha effetti sull’organismo”. Senza pensare ad alcuni, inevitabili, effetti collaterali di terapie come la chemio che oltre alla perdita di capelli, rendono, spesso, sterili. Bisognerà quindi attendere ancora almeno 30 anni prima che questo incubo chiamato cancro abbia una possibile soluzione definitiva. “É un campo molto promettente, ma ancora per un po’ l’immunoterapia dovrà essere combinata con radioterapia e chemioterapia”, hanno aggiunto i due scienziati convinti, però, che “il sistema immunitario è la chiave della battaglia contro il cancro”.

I costi dell’immunoterapia ancora troppo alti

Nel frattempo una possibile soluzione è sicuramente la prevenzione. Molti tumori potrebbero essere prevenuti o diagnosticati in tempo se tutti adottassero stili di vita più salutari e aderissero ai protocolli di screening e diagnosi precoce”, si legge nel sito dell’Airc. Sul tavolo, però, non ci solo i problemi della prevenzione e della malattia, ma anche quello rilevante dei costi elevatissimi dell’immunoterapia. “La questione dei costi è rilevante – spiega Allison – Questi prezzi sono davvero alti.  Ma penso che qualcosa accadrà. La speranza è che la competizione faccia scendere i prezzi di queste terapie”. A rassicurare l’opinione pubblica ci ha pensato Honio che spiega come “ogni nuovo farmaco all’inizio è molto costoso poi il prezzo si abbassa”. Tra 30 anni non servirà, quindi, essere ricchi per curarsi, o almeno questa è la speranza.

 

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