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La Percezione Della Sicurezza

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Economia

Economia: Leggi e approfondisci le analisi fatte dalla redazione di OFCS.Report sui mercati finanziari, la crisi e l’economia mondiale.

Bloomberg: l’Italia è il paese Ue con il più alto rischio di povertà

in Economia da

Mentre la TV blatera senza senso di grandi successi e di crescita, perfino un giornale internazionale che non può essere accusato di filosocialismo si rende conto che qualcosa non va in Italia.

Bloomberg, proprio ieri ha pubblicato un articolo contenente dei dai che, in qualsiasi paese normale, porterebbero allo scandalo ed alla vergogna. Peccato che, in futuro, sempre qui vedrete dei dati ancora più rivoltanti (non trovo altre parole da usare).

Comunque iniziamo con i dati dal sito a stelle e strisce.

Prima di tutto vengono riproposti i dati sulla povertà, e l’Italia è il paese dell’unione europea che ha visto, dal punto di vista percentuale, il maggior incremento del rischio di povertà in termini assoluti. PER LEGGERE L’ARTICOLO INTEGRALE CLICCA QUI 

Fonte scenarieconomici.it 

Romanzo Brexit: quel confine d’Europa che rischia di far crollare tutto

in Economia/Internazionale da

Giustificare 55 miliardi di euro di costi di uscita per poi attuare Brexit tramite una sistema di zone franche a macchia di leopardo, al solo scopo di tenere a bada le sacche di resistenza pro-Europa, potrebbe sembrare un azzardo perfino per una politica navigata come Theresa May. Eppure è esattamente l’exit strategy più accreditata dalle parti di Downing Street.

Ancora una volta, insomma, a Londra regna l’assoluto caos e il fragilissimo governo che si regge solamente grazie ad una sparuta ma battagliera componente unionista nordirlandese, non pare essere in grado di trovare un accordo che soddisfi tutti i partners interni ed esteri.

La proposta della May, quella cioè di mantenere l’Ulster all’interno dell’unione doganale ed evitare così che i 400 chilometri che dividono l’Irlanda in due rappresentino un confine sia statale che continentale, è infatti al centro del dibattito a Westminster e un paventato diverso trattamento giuridico per i cittadini di Sua Maestà sta creando non poche tensioni nella maggioranza conservatrice. A ciò si aggiunga che l’Irlanda del Nord, che gode di una relativa autonomia, è senza un governo da gennaio 2017 e i due principali partiti, il Dup alleato della May a Londra e il partito repubblicano Sinn Féin, che ha fatto dello scontento su Brexit il proprio successo, sono ancora lontanissimi da un accordo che prevede, di fatto, il mantenimento delle normative comunitarie da parte dell’Irlanda del Nord e il riemergere di quelli che nella tradizione giuridica medievale venivano chiamati “iura propria“, una sorta di legislazione parallela nei confronti di alcuni nuclei urbani individuati in base alla loro collocazione geografica. Insomma, un vero e proprio caos al quale rischia di aggiungersi anche la questione della grande capitale Londra, che in stragrande maggioranza al referendum su Brexit aveva deciso per rimanere ancorata a Bruxelles. Non è un’ipotesi peregrina.

La City è una delle città più aperte e plurali al mondo e ha sfruttato al meglio, in questi ultimi trent’anni, le opportunità di un’Europa comunitaria. Gran parte del core business londinese è frutto di una legislazione che non tiene più conto di fiscalità e cittadinanze diverse, e il recente abbandono di alcune istituzioni comunitarie e bancarie è solo l’inizio di una lunga serie di addii che Londra dovrà fare da qui al 29 marzo 2019, la data scelta dal Governo per l’uscita ufficiale dall’Unione Europea.

La proposta del sindaco laburista Kahn è quella di applicare le stesse differenziazioni ipotizzate per l’Ulster a Londra, creando così una città-Stato sulla falsariga di quanto già sperimentato con altri grandi hub internazionali del recente passato, come Casablanca ai tempi della dominazione francese e spagnola e Hong Kong, sospesa tra un impianto normativo di common law, ma assoggettata a livello costituzionale alle leggi cinesi, pur con alcune e complesse eccezioni. E’ certamente un piano scivoloso per il Governo May: mai come in questa fase l’Inghilterra è tremendamente isolata dai sue storici partners all’interno dell’Unione che dal 1707 tiene insieme Gran Bretagna ed Irlanda legate a doppio filo. E mentre i tempi si fanno ancora più stretti, sullo sfondo, rimane il grande interrogativo: la May riuscira nell’ardua impresa o sarà costretta a mollare e lasciare il passo? 

Natale 2017, Federconsumatori: aumento del 4,1% per spese e addobbi

in Alimentazione/Economia da

Il Natale è alle porte e gli italiani hanno già cominciato a pensare alle spese del caso. Menù per cena e pranzo del 24 e 25 dicembre, regali e addobbi. Secondo una stima fatta da Federconsumatori, ogni famiglia stanzierà una spesa media per i regali di 129,90 euro, per un giro d’affari complessivo di circa 3,24 miliardi, registrando un incremento del 4,1% rispetto al 2016.

Aumentano i costi dei prodotti tipici

Tuttavia, nonostante l’economia del Paese sia in crisi,  i costi di regali e prodotti tipici aumentano del 1,6%. A crescere sono per lo più i prezzi che riguardano gli addobbi, con il 5% in più, mentre quello degli alberi di Natale registra un aumento del 4%. I regali per i più piccoli, invece, salgono a + 3,9% e quello dei prodotti alimentari +3%.

Come ogni anno Federcosumatori ha stilato una lista che permette di vedere i costi e le preferenze degli italiani nelle festività invernali. Un esempio è il panettone, il dolce per eccellenza sulle tavole natalizie, che quest’anno ha un costo medio di 10,40 euro contro 9,50 dello scorso anno (+9% ). Stesso discorso per lo zampone che ha registrato un aumento del 8% rispetto al costo dello scorso anno (9,20 euro contro 9,90 nel 2017). 

Nel 2017 sensibile aumento degli addobbi natalizi

Non solo cibo ma anche addobbi natalizi. Rispetto al 2016 quest’anno c’è stato un sensibile aumento in molte delle decorazioni: ghirlande (+9%), carta regalo (+1%), luci (+6%), coccarda (+11%) e palline decorative (+6%).

Un capitolo a parte è dedicato agli alberi di natale che vengono divisi in alta e media qualità, grande o piccolo. Ad aumentare maggiormente è il costo per gli alberi di media qualità: +13% per quello di 180 centimetri.

Diminuiscono i costi per i regali ‘tradizionali’

A diminuire, invece, sono i costi per i regali considerati ‘tradizionali’: libri, profumi e vestiti quest’anno scendono del 1,2% e del 3,4% i regali tecnologici. Per Federconsumatori il calo dei prezzi sui regali è riconducibile a una maggiore tendenza da parte degli italiani a comprare sempre di più online. Per fare degli esempi, nel 2017 il costo di un note book è sceso del 2%, quello delle console ( Play Station, Xbox, Nintendo) del 14%, della fotocamera digitale del 3% e del tablet del 7%.

Gli italiani optano anche per i regali ‘fai da te’

Tra le novità di quest’anno spicca l’interesse degli italiani sia per i regali dedicati al cibo (corsi di cucina personalizzati, percorsi enogastronomici e similari) sia per il ‘fai da te’.
Federconsumatori ha registrato la nuova tendenza che, oltre al notevole risparmio, darebbe ampio spazio al riciclo considerato utile in periodi di crisi ma allo stesso tempo ritenuto ‘chic’.

 

Scenarieconomici: “Proposta per aumentare di 1 mln le nascite italiane in 5 anni”

in Difesa e Sicurezza Nazionale/Economia da

Ho avuto un grande maestro americano la cui sapienza e pragmatismo possono essere riassunti in un semplice acronimo: KISS. Che non è baciare ma Keep It Simple (voi mi direte che manca una S, ma se non siete Stupidi capite perchè mi sono fermato).

Or dunque, per scherzo ho parlato con mio figlio che ha meno di 10 anni del problema italico, ossia che non si fanno più figli, soprattutto – mia opinione – per colpa della crisi e del fatto che i residenti mediamente non se lo possono permettere. Ho ricevuto una risposta disarmante che, una volta elaborata, mi è sembrata tanto semplice quanto rivoluzionaria: dare soldi agli italiani per fare figli o, riletta, i soldi che oggi si danno ai migranti, non un euro in più, che vengano usati per fare in modo che gli italiani facciano più figli. PER LEGGERE L’ARTICOLO INTEGRALE CLICCA QUI

Scenarieconomici: i dubbi del WSJ sul sistema bancario tedesco

in Economia/Relazioni Internazionali da

Ieri Paul J. Davies sul Wall Street Journal ci ha fornito un’immagine piuttosto dura, ma realistica, del sistema bancario tedesco. In Europa il sistema bancario tedesco ha fornito dei ritorni fra i più bassi in assoluto, inferiori perfino a quelli del sistema bancario italiano. Nonostante questo il prezzo dei prestiti non è poi così basso rispetto a quelli degli altri paesi europei e soprattutto l’utile deriva da una serie di commissioni nascoste che non hanno pari  negli altri paesi.  Il problema è che il sistema creditizio tedesco è altamente frazionato, quasi pulviscolare. PER LEGGERE L’ARTICOLO INTEGRALE CLICCA QUI 

Pensioni, fake news o strafalcioni del Corriere sulla sostenibilità?

in Difesa e Sicurezza Nazionale/Economia da

Pensioni sempre nel mirino. Lo scontro è aperto ormai da anni e l’argomento coinvolge l’opinione pubblica a tutti i livelli. Il sistema previdenziale, ovviamente, sarà al centro della prossima campagna elettorale (di fatto già partita) e all’epoca delle fake news noi di Ofcs.report vorremmo davvero capirci qualcosa. Per questo motivo abbiamo deciso di coinvolgere i nostri lettori proprio sul dibattito in corso proponendo due diverse letture sulla sostenibilità delle pensioni.

Da una parte un articolo del Corriere della Sera  e dall’altra la replica di Michele Carugi, componente del comitato pensionati Aldai che di fatto smonta la tesi del Corriere.

Carugi, infatti, scrive: “É uscito sul Corriere del 27 novembre e replicato sul Corriere on line l’articolo “Pensioni, uno squilibrio (italiano) da 88 miliardi” che devo classificare come l’ennesimo articolo confuso in materia di pensioni e loro (in)sostenibilità. Già il catenaccio è un capolavoro di confusione e contiene un errore grave: “Ogni anno la spesa per le pensioni pubbliche supera i contributi versati di 88 miliardi di euro”. E poi: “La differenza fra quanto lo stato riceve in contributi previdenziali e quanto versa in pensioni viene colmata grazie alle tasse e al deficit pubblico”. Vedremo più avanti che gli 88 miliardi come definiti, sono frutto di un abbaglio; quanto alla confusione, che il CdS non consideri che nella voce “pensioni!” stanno sia quelle previdenziali (contributi versati) che quelle assistenziali (nessun contributo) è stupefacente e il non evidenziarlo con regolarità, perorando piuttosto la causa della separazione netta tra assistenza e previdenza, grave”.

Per leggere entrambe le posizioni e farsi un’idea sulla faccenda basta cliccare sui link che vi proponiamo nel testo.

Le ipoteche su case ed aziende degli italiani passano ad Allianz

in Economia da

Pochi sanno che Euler Hermes, azienda franco-tedesca, è leader del mercato italiano degli NPL, non performing loans, ossia i debiti scaduti che negli ultimi tempi diventano spesso, per non dire quasi sempre, inesigibili. Ha infatti il 48% del mercato italiano, una concentrazione quasi da verifica antitrust. Bene, oggi Allianz, l’azienda sistemica tedesca delle assicurazioni – i tedeschi ne hanno una per settore, Siemens, Allianz, Deutsche Bank, Volskwagen, Mercedes, Bayer, BASF ecc – è in procinto di comprarsi Euler Hermes, diventando di getto il principale detentore delle ipoteche degli italiani mandati in default per colpa della crisi ovvero per colpa dell’austerità. Crisi che guarda caso è stata innescata da Berlino nel 2011 con il rigore montiano, un piano a lungo termine verrebbe da dire, imponenendo perfettamente inutile ed anzi nefasta austerità per uscire dalla crisi/innescare la crescita ma utilissima per mandare in default gli italiani. A distanza di 7 anni i risultati si vedono. PER LEGGERE L’ARTICOLO INTEGRALE CLICCA QUI 

Fonte scenarieconomici.it

Scenarieconomici: “C’è vita fuori dall’euro. In UK manifatturiero ai massimi da 30 anni”

in Economia/Relazioni Internazionali da

In breve, dal Brexit la sterlina si è svalutata pesantemente e dunque ha innescato precisamente i fenomeni di cui sono anni che vi parliamo: svalutazione della moneta, crescita del prodotto interno lordo, aumento del surplus del credito commerciale (o riduzione del deficit, come nel caso inglese), inflazione interna, salita dei salari, ecc. ecc. Chiaramente, il trend aggregato indicato poc’anzi – che è un unicuum di effetti – è tanto più forte quanto più un’economia è manifatturiera. Visto che gli UK sono molto meno “manifatturieri” dell’Italia ad esempio, non oso pensare a cosa potrebbe succedere in caso dell’uscita dell’Italia dal giogo dell’euro, il benessere italico esploderebbe. PER LEGGERE L’ARTICOLO INTEGRALE CLICCA QUI 

Black Friday, va bene lo shopping ma attenzione alle truffe

in Economia da

Il Black Friday è tornato. Come ogni anno dopo il ‘giorno del Ringraziamento’ americano il venerdì tanto atteso dello shopping compulsivo a prezzi stracciati è arrivato. Giorni di pubblicità alla radio, in televisione, al cinema e in rete per conquistare possibili clienti e svendere al miglior offerente l’aspirapolvere di ultima generazione.

Sono tantissime le aziende che hanno offerto ribassi interessanti, soprattutto online. Per citarne alcune: Nike, Amazon, Adidas, Groupalia ma anche compagnie aeree come Ryanair e EasyJet.

Ormai anche in Italia tutti i negozi aderiscono all’iniziativa offrendo sconti fino al 70% su moltissimi prodotti

Ma se da una parte fa gola il risparmio su accessori di ogni tipo, dall’altra bisogna fare attenzione alle modalità di pagamento, soprattutto via internet. Per questo Federconsumatori ha presentato una guida ai clienti per comprare in sicurezza e evitare le truffe.

Guida al cliente per gli acquisti online

Controllare i dati della società verificando ci siano correttamente riportati la partita iva, Rea e numero di registrazione. Controllare il metodo di pagamento. Federconsumatori consiglia di non affidarsi ai siti dove vengono riportati i loghi delle principali carte di credito.
E’ consigliabile che prima di procedere nell’acquisto si verifichino le modalità di recesso e ripensamento e che le condizioni di garanzia siano chiare.
Negli acquisti online sarebbe meglio non fare troppo affidamento sulle recensioni dei prodotti perché non sempre sono veritiere, ma piuttosto andare nei blog e nei siti effettuando un confronto.
Il principale criterio per valutare l’affidabilità di un venditore è rappresentato dal sigillo Netcomm.

Un’altra cosa che è bene tenere a mente prima di comprare qualcosa è l’attenzione nei confronti della privacy. Questo perché fornire dati personali in rete comporta un rischio e pertanto bisogna prestare massima attenzione al momento dell’acquisto online.
Anche gli sconti devono avere una logica. Federconsumatori consiglia di diffidare dei ribassi eccessivi.
Inoltre, il problema della contraffazione è sempre dietro all’angolo. Alcune aziende, infatti, potrebbero  cercare di ingannare il cliente con prodotti che hanno un marchio simile ad altri per colore, nome e grafica. Inconsapevolmente la persona potrebbe comprare qualcosa di illegale e nociva alla salute.
I clienti dovrebbero diffidare, inoltre, anche dalle formule bonusinvita un amico’ perché potrebbero nascondere delle dinamiche volte all’acquisizione dei dati personali.
Il consiglio generale è quello di pagare sempre con carta di credito e PayPall perché nel caso qualcosa dovesse andare storto è possibile recuperare i soldi.

Le origini del Black Friday

Perché Black e perchè Friday? Tutto è nato negli anni ’70 negli Stati Uniti quando è stato istituito il venerdì dopo il Thanksgiving come giorno di inizio per i regali di Natale. ‘Black’ perché i negozi e le strade andavano in tilt a causa dell’enorme affluenza di questo giorno. In Italia questa usanza è arrivata molto dopo ma, un po’ come per l’Halloween, si è accodata, rendendo felici non poche persone e dando una spinta importante alle vendite.

Lo sciopero dei dipendenti Amazon

Ma non è tutto oro quel che luccica. E’ di questi giorni la notizia dello sciopero che i dipendenti della sede di Piacenza di Amazon hanno deciso di fare questo giorno. A scioperare non solo i dipendenti ‘fissi’ ma anche quelli precari. La protesta è stata organizzata dai sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil e Ugl terziario, per chiedere un migliore trattamento economico, oltre a una diversa regolamentazione dei turni di lavoro. Ciò nonostante il colosso mondiale dell’e-commerce americano ha tranquillizzato i clienti promettendo la massima affidabilità e puntualità nelle consegne.

Intanto su Twitter

Non sono mancati i ‘meme’ dei social per il ‘Black Friday’. Primo nelle tendenze Twitter,  i commenti si sono sprecati.  “Che bello è il Black Friday, ah no sono povera”scrive una ragazza ironicamente. Altri invece consigliano cosa comprare e dove farlo. C’è anche chi invece protesta per l’eccessivo interesse e congestione di informazioni e chi, invece, critica il venerdì nero dello shopping ritenendolo una pagliacciata capitalistica.

 

 

Pensioni, la grande truffa del governo sull’avanzamento dell’età

in Difesa e Sicurezza Nazionale/Economia da

a cura di Marco Rocco  

 

E’ incredibile la sordina che viene messa alle verità scomode. Spero abbiate notato le lacune nel spiegare i motivi del mancato accordo tra Governo e sindacati sulle pensioni: più facile incolpare Susanna Camusso che, secondo i media, non vuole piegarsi alle “ragionevoli” proposte/richieste del governo in tema di pensioni. La realtà è molto più semplice: il governo sta proponendo ai sindacati che l’aggiustamento dell’età pensionabile in funzione dell’evoluzione delle aspettative di vita non possa mai ridursi nemmeno in presenza di un’età media italiana in contrazione.

La soluzione proposta dal Governo Gentiloni è che ogni eventuale riduzione nell’età pensionabile dovrà essere assorbita (sottratta) dai futuri incrementi. Ossia non ci sarà mai una riduzione.

Questo comportamento avviene – dolosamente – senza considerare che la riduzione di benessere, il minor welfare, le minori prestazioni sanitarie, la minore occupazione comporterà – una volta raggiunto il punto critico – effetti deleteri sulla vita media italiana, che andrà inevitabilmente a ridursi. Anche gli stessi immigrati, la cui genetica non è quella locale, andranno inevitabilmente a ridurre la vita media della popolazione residente.

Insomma, semplificando, il governo si sta comportando da truffatore: per non ridurre le altissime pensioni ad esempio dei magistrati che fa? Sposta sempre più in là l’età pensionabile con il fine che un anziano ne possa fruire per il minore numero di anni possibile.

Il problema è quando a tale approccio diciamo “conservativo del sistema Paese” – ma a vantaggio dei soliti noti – si aggiunge l’abuso di non voler riconoscere l’abbassamento dell’età pensionabile in caso di collasso sociale, inevitabile guarda caso con l’arrivo della troika.

Prendiamo ad esempio la Grecia: come conseguenza a termine della crisi, con l’arrivo della troika, l’età media si è abbassata semplicemente perchè l’assistenza sanitaria è crollata e la carenza di denaro ha peggiorato l’alimentazione e lo stile di vita dei greci (https://countryeconomy.com/demography/life-expectancy/greece). Inevitabilmente se arriverà la troika anche in Italia – come penso – lo stesso succederà anche nella Penisola. Dunque – avrà pensato qualcuno al Governo (dietro suggerimento EU), ricordate il recente “non mollare sulle pensioni…” – meglio turlupinare gli italiani in anticipo….

Dunque, ecco che tra i media nazionali solo Il Messaggero di Roma di ieri ha confessato tra le righe il segreto meglio tenuto delle ultime settimane: Susanna Camusso ha litigato col governo anche e soprattutto perchè quest’ultimo non vuole riconoscere un eventuale aggiustamento dell’età pensionabile che tenga conto delle aspettative di vita simmetricamente al rialzo ed al ribasso. Incredibile: capitasse in altri paesi esteri dove ho vissuto nessun politico potrebbe pensare di sopravvivere ad una siffatto mostruoso comportamento.

L’ultima considerazione che voglio fare è da collegare all’inutilità di tutti questi trucchi e trucchetti per il fine di tenere in piedi un carrozzone destinato – grazie alla moneta unica – inevitabilmente a fare crack: purtroppo in questa follia EUropea il governo italiano veste il ruolo non di vittima ma di colpevole carnefice, direi quasi truffando i concittadini da cui si richiede però massima rettitudine. Il vero problema è che tutti gli sforzi che l’EUropa e dunque il governo richiede sono e saranno perfettamente inutili: l’euro è una macchina da guerra ingegnerizzata per avvantaggiare Germania e Francia, i dominus continentali “predestinati”, spogliando delle loro ricchezze i paesi periferici con lo strumento dell’asimmetria dei regolamenti. Asimmetria che abbiamo visto bene ad esempio nel caso STX-Fincantieri e nelle affermazioni di Macron degli scorsi giorni: la Francia difenderà a spada tratta le sue aziende da qualsiasi attacco straniero, mentre invece l’Italia deve mantenere contendibili tutte le sue di imprese, anzi addirittura privatizzandole quando sforerà i conti, solo questione di tempo. Ecco, avete capito spero….

Ripeto, entro la fine del 2019 – in assenza di uscita dall’euro o di radicale rinegoziazione dei trattati EU – l’arrivo della troika è certo e con esso la riduzione in miseria del paese con parallela svendita degli assets importanti. Penalizzare oggi gli italiani con pensioni che non prenderanno mai o obbligarli a lavorare fino a 70 anni in un contesto di robot che progressivamente sostituiranno l’uomo nei lavori manuali significa una carneficina sociale a termine: che faranno i vecchi da 60 a 70 anni per campare, si venderanno gli organi?

Il comportamento del governo del conte Gentiloni Silveri è – in questo contesto – molto più che biasimevole. Vedremo se a termine sarà considerato anche colpevole, con un occhio ai recenti sviluppi in Medio Oriente dove la pratica di appendere per i piedi i supposti colpevoli è tornata tristemente d’attualità.

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