Deepfake: Facebook mette in campo il fact checking contro le manipolazioni

Zuckerberg prende atto della minaccia e dichiara di avere già sviluppato il progetto “Deepfake Detection Challenge”

Dopo la recente dichiarazione del governo Usa sulla pervasiva minaccia dell’arma di apprendimento automatico, Facebook annuncia che metterà al bando i deepfake, ossia video e audio fake creati ad hoc da sistemi di AI e preordinati ad estorcere e disinformare, sfruttando i dati biometrici della persona, con conseguenze spesso molto gravi. La minaccia è seria e negli ultimi anni molte aziende sono state vittime di truffe informatiche, attraverso l’uso criminoso di tecniche di ingegneria sociale. Secondo il recente report della Polizia Postale e delle Telecomunicazioni, nel corso del 2019 svariate sono state anche nel nostro paese le vittime del deep fake. La pervasività del deep fake risiede proprio nella sovrapposizione di due volti in un video, creando uno scambio di identità funzionale ad un dolo specifico criminoso. 

E così Mark Zuckerberg prende atto della minaccia e dichiara di avere già sviluppato il progetto “Deepfake Detection Challenge” con il quale, insieme ad altri colossi del digitale come Microsoft e Amazon, si impegnerà ad eliminare dalla sua piattaforma social i contenuti “manipolati allo scopo di ingannare”, attraverso 50 partner mondiali per il fact checking in 40 lingue e preservando tuttavia le parodie e la satira. Già lo scorso settembre Facebook ha lanciato l’iniziativa “Deepfake Detection Challenge”, volta a sviluppare strumenti in grado di identificare i deepfake. E il mese scorso ha anche avviato un’alleanza strategica con Reuters per creare un corso online per formare i giornalisti nel riconoscimento dei deepfake.

L’annuncio di Zuckerberg è quanto mai tempestivo, anche sotto l’aspetto del marketing.

Solo qualche giorno fa , il presidente Usa Donald Trump ha ingaggiato addirittura l’Intelligence per contrastare la nuova pervasiva minaccia del web, che essendo spesso preordinata alla disinformazione ed al sabotaggio, può presentare delle serie minacce per la stabilità dei sistemi democratici, specie laddove esistono precari equilibri. La minaccia del deep fake è stata dunque elevata al rango di minaccia temibile per la sicurezza nazionale americana, tanto da “meritare” una “taglia” di ben cinque milioni di dollari per lo sviluppo di tecnologie di rilevamento attraverso strumenti di AI, in favore delle aziende e degli enti di ricerca. Ulteriore livello di ingaggio dell’Intelligence americana è legato all’attività di disinformazione e sabotaggio potenzialmente commissionate da Paesi non amici e alla tempestiva notifica di eventuali ingerenze straniere, ritenute credibili, che si avvalgano di strumenti di sofisticazione per condizionare le elezioni democratiche.

In tale contesto, anche i social network sono chiamati a fare la loro parte, attraverso un serio impegno a ripulire le loro piattaforme da contenuti sofisticati e manipolati, potenzialmente in grado di destabilizzare sistemi democratici, specie in vista delle prossime elezioni presidenziali americane di fine 2020. “I contenuti oggetto di manipolazione saranno modificati in modi che non risultano evidenti a una persona comune, e che probabilmente indurrebbero a pensare che un soggetto del video abbia detto parole che in realtà non ha pronunciato”, ha dichiarato in un post la vicepresidente del Global Policy Management di Facebook, Monika Bickert. La Bickert ha inoltre aggiunto che saranno altresì rimossi i contenuti modificati, poiché “i deep fake rappresentano una sfida significativa per l’industria digitale e per la società, sebbene non siano ancora diffusi su internet”. 

Davide Maniscalco

Avvocato Cassazionista, con formazione giuridico-aziendale, ha consolidato la propria esperienza professionale prevalentemente nel settore dei carburanti e delle energie. Ha assunto ruoli di alta direzione in Gruppi societari del settore wholesale and retail trading, logistic, transport & management. Ha maturato una significativa esperienza in diritto commerciale e societario, nonché nella contrattualistica di impresa, occupandosi in azienda della gestione del capitale umano e delle relazioni sindacali. E’ Of Counsel dello Studio Viola di Palermo con cui collabora nell’ambito dell’innovativo BID Department per lo sviluppo del commercio internazionale delle imprese, negli uffici di rappresentanza di Milano e New York. Nel corso dell’esperienza professionale ha approfondito il rapporto tra diritto e tecnologie della società dell’informazione ed ha poi rivolto particolare attenzione alle materie della information security, acquisendo competenze trasversali in informatica giuridica, governance digitale, cybersecurity e business resilience. Certified functional continuity professional (CFCP) DRII e crisis manager. Referente territoriale e Docente della Geeks Academy, scuola di alta formazione specialistica e network della formazione in cybersecurity, digital forensics e data analysis. Professionista della Privacy iscritto negli elenchi dei professionisti dell’Associazione Anorc Professioni*, per la quale è Referente Territoriale. Professionista della Digitalizzazione documentale e della Privacy, con master di primo livello conseguito presso l’Università UniTelma Sapienza di Roma. Membro del Team D&L Net dello Studio Legale Lisi**, a cui aderisce come specialista della Privacy. Membro del consiglio direttivo dell’Associazione Confcommercio Professioni Palermo, che aderisce alla Confcommercio di Palermo. Business Coach e Licensed NLP Master Practitioner iscritto nell’elenco tenuto dall’Associazione Assocoaching I° livello Disaster Manager – Assodima ______________________ ____________________________ * ANORC Professioni è un’associazione professionale, indipendente e senza scopo di lucro, iscritta nell'elenco del MISE, che rappresenta i Professionisti della digitalizzazione e i Professionisti della privacy. **Il D&L Net è un Network professionale che in modo multidisciplinare vuole garantire ai Professionisti che aderiscono una crescita sia in termini di competenze, che di attività, nelle materie del diritto dell’informatica e della protezione dei dati personali. Per tali motivi i Professionisti accettano di riconoscersi in questo Network, di mettere a disposizione con spirito collaborativo e proattivo la propria professionalità e di impegnarsi a sviluppare la rete professionale secondo una serie di diritti e doveri condivisi nel Codice che accettano di osservare.

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