software gestionale

Germania, il dopo Merkel si chiama AKK: Annegret Kramp-Karrenbauer

Angela non piace più, soprattutto da quando ha aperto ai profughi siriani

a cura di Veronica Di Benedetto Montaccini

La cancelliera tedesca Angela Merkel ha nominato Annegret Kramp-Karrenbauer, premier del Saarland, nuovo segretario generale della Cdu (Unione Cristiano-democratica), in sostituzione di Peter Tauber, che lascia l’incarico. E’ la fine per la Mutti tedesca?

Chi è AKK

Secondo fonti citate dalla Dpa, la Deutsche Presse-Agentur, l’elezione di Kramp-Karrenbauer avverrà al Congresso del prossimo 26 febbraio, chiamato anche a convalidare l’accordo di governo di Grande Coalizione con il partito Socialdemocratico tedesco. Alle elezioni regionali del marzo 2017, Kramp-Karrenbauer ha sconfitto la Spd del candidato cancelliere Martin Schulz, assicurandosi il 40,7% dei voti contro il 29,6 dei socialdemocratici. Kramp-Karrenbauer è considerata un potenziale successore di Angela Merkel alla guida del partito.

Annegret Kramp-Karrenbauer è Primo ministro del Saarland, Land per cui ha anche svolto il ruolo di ministro dell’Interno ed  è stata la prima donna a ricoprire questo ruolo in assoluto in Germania. Secondo un sondaggio ‘Forsa’, il 72% dei cittadini della regione sarebbero contenti del suo operato. Sono numeri che non raggiunge nessun altro politico tedesco. L’ascesa a segretario della Cdu è stata accelerata dai fatti politici dell’anno scorso. Secondo Weimer, la vittoria di Kramp-Karrenbauer nelle elezioni regionali di inizio 2017 nel Saarland sarebbe stata la fine dell’ “entusiasmo Schulz” .

I media tedeschi la definiscono da tempo come una copia della Merkel. Le loro posizioni sono simili, a partire dall’ europeismo.

Dopo quattro legislature, la Merkel non piace più

La Merkel è stata il simbolo della stabilità politica e cancelliere dal 2005. Ora si trova davanti ad uno stallo politico senza precedenti: non è riuscita a formare un governo in cinque mesi di trattative, prima con la formazione Giamaica (Cdu-Csu, Liberali e Verdi), ora con Cdu-Csu e Spd.

Adesso il destino della “Mutti”, mamma della Germania, dipende dal futuro del partito socialdemocratico. Se i tesserati dell’Spd voteranno infatti contro la Grande Coalizione – si saprà il 4 marzo – la leadership già in difficoltà della Merkel subirà un duro colpo.  Sulla testata conservatrice Die Welt, la giornalista Dorothea Siems scrive che la CDU starebbe concedendo troppo a Martin Schulz ai fini della grande coalizione Groko. Soprattutto sui fronti “Europa” e “politiche sociali”. La Merkel ha iniziato a perdere la presa sul suo partito e sull’elettorato con la sua apertura ai rifugiati siriani. Uno dei temi più discussi in Germania ora è su come integrare un milione e 300 mila rifugiati circa arrivati dal 2015. Nessuno parla tedesco ma molti sono quasi analfabeti e la maggior parte avrebbe bisogno di quella formazione che serve per colmare la drammatica scarsità di manodopera specializzata. Un’impresa, secondo molti tedeschi ardua, molto costosa se non impossibile.

Ma le critiche sulla leadership della Merkel si sono rafforzate di recente per altri motivi. E arrivano da tutte le parti. È stata contestata, prima dai giovani e dai ranghi bassi e ora sempre più anche da personaggi di spicco ai vertici, per aver fatto troppe concessioni all’Spd pur di fare la GroKo: scotta molto la rinuncia al ministero delle Finanze. Uno strappo alla regola che non è piaciuto a chi avrebbe voluto che si continuasse sulla linea di Wolfgang Schäuble. E non ha convinto, soprattutto i giovani, il limitato sforzo sulla digitalizzazione, con la banda larga promessa per tutti ma solo entro il 2025. Ad altri non è andato giù l’aumento della spesa pubblica, una cifra record pari a 46 miliardi, spalmati su quattro anni: nella Cdu si preferisce l’austerity, perché il boom economico non dura in eterno e perché il debito/Pil deve calare in fretta (arriverà sotto il 60% già nel 2019, secondo stime di economisti autorevoli). Anche le concessioni fatte all’Spd sul mercato del lavoro non sono piaciute alla corrente più di destra: troppo severo l’intervento sui contratti a tempo determinato.

Un elettorato scontento

Nonostante la Germania sembri il traino d’Europa, l’elettorato è scontento, e lo ha dimostrato nelle elezioni del 24 settembre punendo i tre partiti principali, che hanno avuto il peggior risultato dal Dopoguerra. L’Europa non è di certo in cima alle preoccupazione dei tedeschi, ma anche la perdita di leadership sul futuro della Ue e dell’Eurozona, passata per ora alla Francia di Macron, non piace ai tedeschi che preferiscono avere l’ultima parola su tutte le grandi decisioni europee.

Ma in fondo, che Annagret sia fatta a immagine e somiglianza di Angela importa poco. Soprattutto, quando correnti interne alla Cdu, come la WerteUnion, pubblicano sul proprio sito post dal titolo: La Cdu ha urgentemente bisogno di un rinnovamento, senza Merkel”.

Articoli suggeriti