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Israele nel mirino: minacce da Hezbollah, Jihad islamica e Iran

Damasco e Teheran hanno rinnovato l’arsenale bellico in mano alla “resistenza palestinese”

Ancora minacce contro Israele da parte di Hezbollah. Hassan Nasrallah, leader dell’organizzazione terroristica, in un’intervista rilasciata al canale televisivo Mayadeen e rilanciata su Al Manar, ha dichiarato che esistono piani già predisposti per l’invasione della Galilea in caso di azioni ostili da parte ebraica nella zona. Nasrallah, inoltre, ha sottolineato che la cosiddetta “minaccia dei tunnel”,  scoperti dall’esercito israeliano e dichiarata sventata da Benjamin Netanyahu e dal Capo di Stato Maggiore dell’esercito ebraico, Gadi Eizenkot, è tutt’ora in fase di allestimento e ampliamento.

Il piano per l’attacco in Galilea

Secondo il leader di Hezbollah, il contesto pianificato per l’attacco alla Galilea è stato studiato unicamente a scopo difensivo e, comunque, farebbe parte di una strategia elaborata in modo da sfuggire a qualsiasi tentativo di intercettazione o controllo da parte dell’intelligence israeliana.

Le minacce a Israele di Jihad islamica

Quasi in concomitanza con i minacciosi discorsi proposti da Nasrallah, anche la Jihad islamica ha voluto far sentire la sua voce. Per bocca di Yusuf al Hasayna, membro anziano dell’ufficio politico, il gruppo terrorista ha minacciato di attaccare le grandi città israeliane affermando che le capacità militari delle organizzazioni di resistenza palestinesi sono significativamente aumentate nel corso degli ultimi anni. Questo in virtù degli aiuti militari ottenuti dai governi siriano e iraniano in chiave di contrasto alle azioni delle forze israeliane e in virtù di una ormai palesata volontà di ampliare le zone sotto il controllo della cosiddetta “resistenza palestinese”.

Iran pronto a usare missili contro Israele

In ultimo, in un crescendo di dichiarazioni bellicose, il presidente del consiglio di sicurezza nazionale iraniano, Alì Shamkani, ha rivelato lunedì scorso che i missili di precisione forniti dal suo Paese erano già nelle mani della “resistenza” in Libano e nella Striscia di Gaza, pronti a rispondere a “qualsiasi azione folle” da parte israeliana. In riferimento a un possibile attacco preventivo delle forze del Paese ebraico “l’Iran non ha difficoltà scientifiche o operative per aumentare la portata dei suoi missili militari”, ha detto Shamkani, aggiungendo di aver respinto le offerte di negoziati sui missili balistici proposti da Stati Uniti e Europa.

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