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Alimentazione: gli italiani prediligono il Made in Italy

Bene anche il cibo biologico che ha registrato un boom tra il 2015 e il 2017

Le abitudini degli italiani sono cambiate, si impongono nuove tendenze alimentari e la popolazione è sempre più orientata verso uno stile di vita sano. Secondo i dati contenuti nell’ultimo Rapporto Italia dell’Eurispes, il 43,7% degli italiani spende di più per i prodotti alimentari e il 42,3%, ritiene imprescindibile l’acquisto di prodotti alimentari di qualità: pur di fronte alla necessità di dover ridurre la spesa familiare, non si rinuncia alla qualità.

Gli italiani prediligono il Made in Italy

Già i dati raccolti nel 2017 dall’Eurispes evidenziavano come il cibo italiano fosse considerato sempre di più fonte di benessere: tre italiani su quattro prediligono prodotti Made in Italy, il 75,4% controlla l’etichettatura e la provenienza degli alimenti. Inoltre, l’80,4% sceglie prodotti di stagione, mentre oltre la metà privilegia i prodotti a Km 0 (59,3%) ed acquista spesso prodotti con marchio Dop, Igp, Doc (53,1%). Proprio i marchi rappresentano bene l’eccellenza della produzione del nostro Paese, inimitabile per ricchezza e varietà – il nostro Paese detiene il record di riconoscimenti nel mondo; il loro peso sul fatturato totale dell’industria agroalimentare nazionale è del 10% (rappresentano il 22% dell’export).

Boom del cibo biologico

Nonostante i prezzi sostenuti, anche il biologico ha conquistato negli anni una fetta sempre più consistente del mercato alimentare, come garanzia di sicurezza e qualità. In Italia, le superfici coltivate con metodo biologico hanno raggiunto, all’inizio del 2017, quota 1.796.363 ettari (+20,4% rispetto all’anno precedente; nell’ultimo anno, sono stati convertiti al biologico oltre 300mila ettari). La dinamica evolutiva del numero di operatori presenti sul settore e delle superfici agricole destinate alle colture biologiche in Italia, mostra come dal 2011 in poi entrambi gli indicatori hanno mostrato una costante crescita, con un vero boom fra il 2015 ed il 2017. Dal 2010 al 2016, in Italia, le attività di agriturismo biologico sono passate da 1.302 unità a 1.504 unità con una crescita totale del 16%.

Aumentano vegetariani e vegani

Risultano coerenti con tali tendenze le scelte alimentari di un numero sempre maggiore di italiani: il 6,2% degli italiani si dichiara vegetariano, a cui si aggiunge uno 0,9% di vegani (la quota di vegetariani e vegani raggiunge il 15,9% tra i 18 ed i 24 anni, testimoniando da un lato l’appeal di queste scelte alimentari sulle nuove generazioni, dall’altro la possibilità di un’ulteriore crescita nei prossimi anni). I vegetariani o vegani in circa un terzo dei casi (32,1%) seguono anche un’alimentazione crudista; nel 23,1% dei casi fruttariana, nel 12,6% paleo-alimentarista. Tali scelte hanno diverse origini: in primo luogo la convinzione di un effetto benefico sulla salute (38,5%) ed il rispetto nei confronti degli animali (20,5%), ma anche una vera filosofia di vita (14,1%) ed il desiderio di mangiare meno e meglio (14,1%).

Nasce l’Osservatorio permanente su cibi, produzione e territori

Proprio in tema di alimentazione, il presidente dell’Eurispes, Gian Maria Fara, e il presidente dell’Unione coltivatori italiani, Mario Serpillo, hanno siglato un accordo di collaborazione pluriennale per la costituzione dell’Osservatorio permanente su cibi, produzione e territori, al quale ha aderito l’Universitas Mercatorum.

L’Osservatorio si avvale di un Comitato scientifico, presieduto dal Magnifico Rettore dell’Universitas Mercatorum ed economista agrario, professor  Giovanni Cannata, e diretto dal professor Alberto Mattiacci, ordinario di Economia e gestione delle imprese alla Sapienza Università di Roma. All’Osservatorio partecipano anche esponenti autorevoli del mondo della produzione agricola e alimentare e della tutela del territorio.

Per Gian Maria Fara, presidente dell’Eurispes, “lo studio dell’alimentazione, la sua analisi economica, ma anche storico-economica e storico-culturale, rappresentano un punto di osservazione privilegiato per aiutare a comprendere parte degli assetti politici e istituzionali, economici e sociali, dell’Italia di oggi, inserita in un àmbito europeo e mondiale sempre più complesso. In considerazione di ciò, nell’Anno del cibo italiano, l’Eurispes e l’Uci hanno deciso di costituire l’Osservatorio su cibi, produzione e territori”.

“L’Osservatorio si pone una grande ambizione – spiega Mario Serpillo, presidente dell’Unione coltivatori italiani – quella di svelare le contraddizioni e i paradossi di una realtà, come quella italiana, punto di riferimento per le eccellenze agroalimentari e per il grande patrimonio di valori racchiusi nel suo territorio. Al contempo, sarà lo strumento per valorizzare e tutelare le nostre eccellenze. L’Osservatorio vuole riflettere, indicando le soluzioni, sulle grandi contraddizioni che diventano ostacolo all’espressione migliore delle produzioni del Made in Italy”.

“L’Osservatorio vuole rappresentare un punto di osservazione, studio e analisi delle trasformazioni che riguardano l’agricoltura, le produzioni e i sistemi agroalimentari, indagando i complessi rapporti con i processi sociali ed economici sottostanti con una spiccata sensibilità territoriale – commenta il presidente dell’Osservatorio, Giovanni Cannata – L’Osservatorio, integrando ricerca scientifica ad analisi economico-sociale mira a proporre al dibattito pubblico studi e indagini sul rapporto tra cibi e territori”.

E Alberto Mattiacci, direttore dell’Osservatorio, ricorda che “il cibo italiano significa tanti elementi dal sapore speciale ‒ materia prima, prodotto, stile di cucina e di vita/consumo. Ciascuno basa il proprio valore speciale su una condizione che deve essere rispettata: la genesi italiana. È qui che si intrecciano le vicende di tutti: terra e territori, tradizioni e produzioni, strategie e aziende, imprenditori e lavoratori, consumatori e commercianti. Attraverso il cibo il Paese produce Italia, presenta Italia, vende e fa conoscere Italia. È un valore maggiore della sua somma e occorre mantenerne vive e vitali la conoscenza e consapevolezza”.

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