Coronavirus e contagi: guerra di numeri e dubbi su Pechino

In Cina i contagi da coronavirus sarebbero oltre 37.000, mentre 910 sarebbero i decessi. Gli scienziati della Johns Hopkins University, che hanno sviluppato una mappa per monitorare in tempo reale la diffusione del virus, ne segnalano già oltre 40.000 in tutto il mondo, mentre l’Imperial College di Londra stima 300mila casi in Cina. In questa giostra di numeri, arriva anche il dato del miliardario cinese Guo Wengui, personaggio controverso che vive in esilio a New York, che parla di addirittura di 50 mila vittime nel Paese causate dal coronavirus. Guo, durante un’intervista rilasciata a Steve Bannon, riporta dettagli inquietanti che si riferiscono alle attività dei forni crematori in Cina, da settimane impegnati a lavorare senza sosta (24 ore al giorno, 7 giorni su 7) per cremare le persone uccise dal virus. Una vera e propria strage, se fossero confermati i dati choc di Guo secondo cui le persone contagiate sarebbero 1,5 milioni.

I dubbi sui numeri di contagi da coronavirus

Si estende, quindi, l’allarme globale per l’epidemia del Coronavirus che rischia di trasformarsi, con effetti tragici in una vera e propria pandemia. Nelle ultime ore le autorità britanniche, ormai liberatesi dal giogo europeista e dalla sottovalutazione del pericolo che il governo di Bruxelles continua a perseguire, hanno dichiarato il Coronavirus una minaccia “grave e imminente” per la salute pubblica, dopo i quattro casi rilevati nel Regno Unito. Un annuncio non certo inaspettato da parte di Londra dove il ministro della sanità, Matt Hancock, ha dichiarato a chiare lettere che l’UK “attuerà tutte le misure per garantire che la popolazione sia protetta dalla trasmissione di questo virus”.
Non stupisce che la decisione del Governo britannico sia giunta dopo l’arrivo, ieri sera in una base militare in Inghilterra, di un volo proveniente da Wuhan con il quale sono state evacuate dalla Cina circa 200 persone.
Appare comunque ormai evidente che le misure messe in atto da Pechino con la costruzione di ospedali in tempi record, la quarantena imposta a milioni di cittadini e, di fatto, il blocco delle attività manifatturiere in larga parte del Paese, stridano palesemente con i dati ufficiali comunicati dal Paese che parlano di “soli” 910 decessi causati dal virus a fronte di 40177 soggetti contagiati.

L’Oms manda una squadra di esperti in Cina

In ogni caso, i dubbi sulla correttezza dei dati sul contagio che arrivano dalla Cina serpeggiano tra esperti e governi di tutto il mondo. L’organizzazione mondiale della sanità, che ha già ridimensionato l’ipotesi che proprio Pechino possa aver sviluppato un vaccino per contrastare il virus, ha inviato una squadra di esperti nel Paese per capirci qualcosa in più e per valutare il reale impatto dei contagi. Secondo Michael Ryan, responsabile del programma di emergenza sanitaria dell’Oms, in questo momento si “registra un periodo di stabilità di quattro giorni, durante i quali il numero di casi segnalati non è aumentato. Questa è una buona notizia e potrebbe riflettere l’impatto delle misure di controllo che sono state messe in atto”. Anche se il numero di contagi è in diminuzione, aggiunge Ryan, “è difficile fare previsioni sull’andamento dell’epidemia e sul suo picco. Il numero totale di casi confermati sta aumentando, ma il numero dei casi totali di oggi è inferiore a quello di ieri. Questo non significa nulla, perché l’epidemia può procedere a cicli”. 

Coronavirus e contagi in Italia

In Italia, al momento, sono tre i casi confermati di contagio. Sul sito del ministero della Salute, inoltre, è possibile trovare tutte le informazioni a riguardo. 

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