Metanfetamine: causa del più alto numero di interventi medici in emergenza

Report 2017 del Global Drug Survey condotto su 115.523 persone di oltre 50 Paesi

a cura di Sara Novello

Il più alto numero di interventi medici in emergenza si è avuto con le metanfetamine (4,8 su 10), poi la cannabis sintetica, in questo caso 3 consumatori su 10 dichiarano di aver avuto bisogno di assistenza sanitaria urgente nel periodo considerato. Seguono nell’ordine alcol, ecstasy, amfetamine, cocaina, LSD e cannabis, tutte nell’ordine di 1 trattamento sanitario urgente ogni 10. Il fanalino di coda lo fanno i funghi allucinogeni, con una media di 1 trattamento sanitario ogni 50, ma la ricerca non distingue tra psicoattivi e inebrianti. E’ quanto emerso dal report 2017 del Global Drug Survey (GDS), il più grande sito on line per il sondaggio sulle droghe, condotto su 115.523 persone di oltre 50 Paesi del mondo che si sono dichiarati “consumatori di droghe” (compresi 3.500 italiani) di cui il 91,6% per semplice curiosità.

Il Global Drug Survey 2017 ha esaminato in profondità la cannabis

È stato scoperto che la maggioranza degli utenti di cannabis all’interno del gruppo aveva usato la sostanza da 51 a 300 volte negli ultimi 12 mesi. La minoranza di utenti ha assunto cannabis tra 1 e 50 volte negli ultimi 12 mesi.

Un’altra sezione dell’indagine ha esaminato l’uso di farmaci psichedelici quali Peyote, Ayahuasca, LSD, Psilocibina e DMT. L’indagine ha chiesto le motivazioni che portano ad assumere queste sostanze. Il 91,6% ha dichiarato che il loro uso è dovuto alla curiosità. L’86,5% degli utenti cerca un’espansione della propria mente e l’84,3% cerca una maggiore comprensione di se stesso.Oltre il 70% degli utenti ricerca una comprensione più profonda del mondo, oltre ad esperienze insolite. Il 67,5% degli utenti ne ha fatto un uso ricreativo e il 59,9% ha voluto ampliare i suoi orizzonti spirituali. Meno del 40% degli utenti lo ha fatto per affrontare problemi emotivi o stress, per aumentare le sensazioni sessuali o per “sfuggire” dalla vita quotidiana.

Il rapporto non è uno “studio scientifico” nel significato più rigoroso che si dà a questa espressione: il GDS non si appoggia a laboratori medici e non accede a dati clinici. Il metodo usato è descritto in dettaglio sulle sue pagine online, ma in estrema sintesi si può riassumere in “interviste e dichiarazioni volontarie”. Questo è allo stesso tempo un punto di forza e una debolezza del lavoro: un punto di forza perché in assenza di qualsivoglia pressione le dichiarazioni degli intervistati possono essere più veritiere, una debolezza perché non c’è controllo sui fattori clinici e psicologici che possono falsare la realtà percepita. Nonostante l’insanabile contraddizione, il lavoro resta comunque un punto di riferimento per tutti coloro che si occupano professionalmente di dipendenze.

Che cosa è il Global Drug Survey

Il Global Drug Survey (GDS), è un’organizzazione di ricerca indipendente con sede a Londra che ha l’obiettivo di intervistare un campione di oltre 150mila persone ed ha come scopo il miglioramento della lotta alle droghe, alla riduzione del danno, alle politiche e al dibattito sull’utilizzo di sostanze psicoattive. Il report è molto articolato e consente di mettere età, genere, etnia, livello di studi e altre informazioni in relazione all’uso di stupefacenti. Tra l’altro, permette di stilare una sorta di classifica di pericolosità delle droghe più utilizzate.

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