La Percezione Della Sicurezza

A via il Festival delle Letterature, tra Massenzio e biblioteche in periferia

 Vicesindaco Bergamo: No a Franceschini, sì ai Fori Romani come Central Park, il Tar ci dà ragione  

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Con il tema “Scrittori/lettori – I banditi delle parole”, parte nella Capitale, con un po’ di ritardo rispetto alle estati scorse, la sedicesima edizione della storica manifestazione “Letterature. Festival Internazionale di Roma”, dal 20 giugno al 21 luglio nella spettacolare cornice della Basilica di Massenzio, ma anche, e questa è la novità di quest’anno, con numerosi eventi organizzati presso le biblioteche comunali e la Casa delle Letterature, dove già dall’8 giugno si inaugura la mostra “Fiori scarlatti. Manguste. E Volo Notturno”, dell’illustratrice Elisa Montessori, dedicata alle poesie di Emily Dickinson, Marianne Moore e Ingeborg Bachmann. 

Sempre ad ingresso gratuito, la rassegna si presenta con un nucleo centrale di otto appuntamenti al Foro Romano, più un’altra dozzina che si diffonde nei quartieri periferici, in cui a ogni autore è stata chiesta una riflessione o un racconto che – partendo dalla citazione di un brano di un altro autore la cui lettura lo abbia coinvolto, commosso o entusiasmato – possa trasmettere al pubblico questo stesso sentire. “Da autore ad autore, da lettore a lettore, da scrittore a lettore, da lettore a scrittore, in un meraviglioso gioco di rimandi quale è la letteratura: è questa l’idea portante del Festival – spiega Maria Ida Gaeta, ideatrice e coordinatrice del programma Massenzio e Casa delle Letterature – splendidamente visualizzata dall’opera dell’artista Marco Tirelli che ne ha realizzato la veste grafica 2017”. 

Tra i prestigiosi ospiti, lo scrittore libico Hisham Matar, premio Pulitzer 2017, che condividerà il palco il giorno di apertura (20 giugno) con l’indiano Amitav Ghosh, considerato uno dei più importanti scrittori viventi, e Giuseppe Montesano, tutti presentati da Anna Foglietta. Un quartetto di donne composto da Donatella Di Pietrantonio, Leila Slimani, premio Goncourt 2016, la popolarissima Silvia Avallone e la filosofa Chiara Lalli, animerà la serata del 22 giugno, mattatore d’eccezione Carlo Verdone. I giallisti della casa editrice Emons Harald Gilbers, Brigitte Glaser, Andreas Pfluger, saranno affiancati il 26 giugno dai nostri Marcello Fois, Antonella Lattanzi, Antonio Manzini. 

Il 5 luglio sarà la volta del grande Colm Toibin con i cinque candidati al Premio Strega Europeo Mathias Enard, Jenny Erpenbeck, Jonas Hassen Khemiri, Laszlo Krasznahorkai, Ali Smith. Ma non è finita, perché l’11 luglio arriveranno Lisa Hilton, Maurizio De Giovanni, Katie Kitamura. A seguirli, il 13 luglio, l’autore di cinema Hanif Kureishi con Melania Mazzucco. Mentre il 18 luglio Nicola Gardini, Premio Viareggio Repaci 2012, insegnante di letteratura italiana all’università di Oxford, il latinista Francesco Ursini e la poetessa Mariangela Gualtieri verranno presentati dal regista attore Sergio Rubini. Per la serata conclusiva, il 21 luglio, leggeranno degli inediti Francesca Cavallo ed Elena Favilli, autrici del bestseller “Storie della buonanotte per bambine ribelli. 100 vite di donne straordinarie”, che vanta il record di essere stato il libro più finanziato nella storia del crowdfunding.

La rassegna, che apriva per tradizione l’Estate Romana, ha subito dei ritardi a causa del passaggio di Casa delle Letterature all’interno dell’Istituzione Biblioteche. I cambiamenti nella pubblica amministrazione – risponde il vicesindaco Luca Bergamo – sono faticosi e lenti, ahimè, e quindi siamo partiti in ritardo perché riformare il preesistente ha queste caratteristiche. Ma le preoccupazioni e le paure che si erano palesate all’inizio, oggi si rivelano infondate. Mi spiego. Mettendo in rete e a sistema alcune attività e attori che operavano in ambiti simili ma che erano separati all’interno del Comune di Roma, si sono prodotti fenomeni innovativi e, poco alla volta, si mettono a disposizione competenze, visibilità e relazioni sviluppati nel tempo. Così il Festival delle Letterature, per la prima volta espressione di questo dialogo, vuole rappresentare il sistema nervoso della produzione culturale della città”. Una politica culturale che conferma un’apertura verso le periferie: “Roma – aggiunge – ha risorse straordinarie per la realizzazione progressiva e difficile del diritto di partecipare alla vita culturale per ogni cittadino. Mi riferisco all’articolo 27 della Dichiarazione dei diritti umani, laddove questo diritto è strutturalmente e storicamente negato. Ma non è solo un problema delle periferie”.

Serate con nomi prestigiosi sul palco scenografico della Basilica di Massenzio, come di consueto, ma anche eventi nei quartieri degradati: l’intento del Festival delle Letterature è quello di raggiungere un pubblico nuovo: “Con queste azioni iniziamo a costruire delle risposte – argomenta Bergamo – per le persone che non ci sarebbero andate, alla manifestazione. É solo un primo passo. Ma molto importante”. “E anche per gli scrittori – suggerisce – rappresenta un’opportunità, quella cioè di raggiungere luoghi dove una parte di popolazione comincia ad avere un rapporto con la letteratura”. 

Il Tar ha accolto il ricorso presentato lo scorso 21 aprile dalla sindaca Raggi e da lei riguardo alla creazione del Parco Archeologico del Colosseo, annullando di fatto il decreto del Mibact del 12 gennaio 2017, con cui era stata indetta la selezione pubblica internazionale per il conferimento dell’incarico di direttore del Parco. A tal proposito Bergamo commenta:“Sì, ci sono buone notizie. E ci sono connessioni tra la manifestazione che presentiamo oggi, Massenzio, e quest’altro argomento”. “La ragione per cui ci siamo opposti alla costituzione del Parco Archeologico del Colosseo nel modo in cui è stata formulata dal ministro Franceschini è che quella idea si proponeva di essere solo un attrattore turistico separato da tutto il resto della città, che non porta benefici su Roma, tranne che attraverso la raccolta di soldi che peraltro nemmeno venivano trasferiti”. 

L’amministrazione Raggi ha vari progetti in cantiere ci spiega Bergamo: “Immaginiamo che quell’area diventi come Central Park a New York: un’area che si estende dal rione Monti al Circo Massimo, dal Campidoglio fino al Colosseo, per mantenerci stretti, e all’interno ci siano alcuni siti a pagamento come il Colosseo, il Palatino e la Domus Aurea, e anche luoghi di lettura, attività di formazione e di ricerca. E che tutto questo avvenga in un centro storico sempre più mangiato dal turismo. Se non ci proiettiamo nel nostro tempo buttiamo a mare la nostra specificità”.

Una visione divergente rispetto a quella del ministro Franceschini, che punterebbe solo alla cultura che fa Pil:“Tempo fa si parlava del fatto che la cultura non si mangia, poi è stata la volta della teoria che la cultura fa Pil. La vita culturale, come la intendo io, è uno strumento fondamentale per lo sviluppo sociale, e di conseguenza anche economico, ma soprattutto è occasione di inclusione sociale”. “In questa ottica la leva culturale deve essere interpretata – conclude Bergamo – cioè in chiave di riabilitazione sociale, così come fa la manifestazione di Massenzio”.

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