Sicurezza alimentare, tutti gli allarmi del 2016

Ma la filiera dei controlli si è rafforzata, con un +40% registrato in Italia

farmacia di turno

Gli allarmi alimentari fanno ormai parte della nostra quotidianità. La maggior parte di essi riguarda i prodotti di origine vegetale. Pesticidi, glifosato, erbicidi e normative europee sono al centro delle preoccupazioni dei consumatori. Costantemente ci interroghiamo sulla provenienza e sulla sicurezza dei cibi che arrivano sulle nostre tavole. La redazione di Ofcs.report ha raccolto le date più significative del 2016 in termini di sicurezza alimentare. Il dato che emerge riguarda la maggiore sicurezza: dopo ogni allarme, la filiera dei controlli si è rafforzata, con un interessante +40% registrato in Italia rispetto al resto d’Europa

3 marzo: vengono sequestrate 200 tonnellate d’olio d’oliva contraffatto. Il maxi sequestro, ha posto l’attenzione sulla qualità degli oli. L’olio d’oliva proveniente dalla Grecia e dalla puglia era spacciato per toscano: una vera e propria truffa alimentare.

12 marzo: un report del ministero della Salute ha lanciato l’allarme sui livelli sempre più alti e preoccupanti di antibiotico-resistenza nelle carni di pollo.

10 maggio: la Food and Drug Administration ha aggiornato la lista ufficiale dei prodotti salutari. La definizione del termine era stata ufficializzata nel 1995 in base alla concezione di un basso contenuto di grassi. Ora l’attenzione si sposta anche sulla presenza di zuccheri: ed è per questo che la FDA ha aperto una consultazione tra il pubblico e gli esperti dell’alimentazione per “rivoluzionare” una definizione ferma agli anni novanta.

21 settembre: H.E. Mogens Lykketoft, presidente dell’Assemblea dell’Organizzazione delle Nazioni Unite ha convocato gli stati membri proprio per pensare e attuare un action plan globale sulla resistenza antimicrobica, visto che, secondo le previsioni, dell’OMS, il batterio killer potrebbe provocare entro il 2050 un decesso ogni tre secondi.

16 ottobre: la Coldiretti lancia l’allarme sulle importazioni di cibo in Italia. Un’invasione di prodotti provenienti dalla Cina (come gli arachidi) e dalla Turchia (come i peperoni e le nocciole) crea infatti differenti problematiche sia per i rischi sulle malattie che sulla qualità di quanto è acquistabile nei supermercati.

4 novembre: l’ufficio europeo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità lancia l’allarme relativo alla pubblicità di cibi spazzatura che “risorge” sui dispositivi digitali. L’Oms chiede dunque che anche i cosiddetti new media si uniformino alla regolamentazione dei media tradizionali che vietano gli spot di prodotti ricchi di grassi e zuccheri, favorendo un marketing del cibo distorto.

1 dicembre: le associazioni commerciali, dei consumatori e l’assessorato alla sanità della regione Piemonte hanno sottoscritto un accordo teso a migliorare la sicurezza alimentare, puntando forte sia sulla qualità degli alimenti, che sulla loro conservazione. Tale patto punta dritto sulla promozione di un corretto stile di vita, a tutto vantaggio della salute dei consumatori.

13 dicembre: entra finalmente in vigore il Regolamento numero 1169 del 2011, relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti che sono acquistati dai consumatori. Alcuni punti del regolamento riguardano gli oli: d’ora in poi, infatti, le company del mondo del food&beverage non potranno più riportare la presenza di generici oli vegetali, ma dovranno specificare nel dettagli la presenza di olio di palma , di colza, di girasole, d’arachidi o d’oliva di semi di girasole, arachidi o d’oliva.

20 dicembre: il pesce pescato in Sicilia abbina eccellenti proprietà nutrizionali e un bassissimo contenuto di metalli. È quanto emerso da una ricerca sviluppata dal CNR e finanziata dal Dipartimento regionale pesca e cultura. La ricerca ha riguardato triglie, merluzzi, gamberi rosa e sarde prelevati nei porti pescherecci di Sant’Agata, Porticello, Sciacca, Mazara del Vallo, Catania e Porto Palo.

A cura di Carla Schiavo

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