Menu

La Percezione Della Sicurezza

Category archive

Video Report

La sezione comprende i video delle inchieste e approfondimenti realizzati sui temi di maggiore attualità

Maltempo Emilia Romagna: 52 persone in salvo con elicotteri Aeronautica militare/VIDEO

in Difesa e Sicurezza Nazionale/Video Report da

Sono 52 finora le persone portate in salvo dall’Aeronautica Militare con gli elicotteri del 15° Stormo di Cervia che da ieri sono impegnati nelle diverse località colpite dal maltempo della provincia di Reggio Emilia. La forza armata è intervenuta sin dalle prime ore dell’emergenza, nell’ambito del dispositivo di soccorso messo in campo dal ministero della Difesa, in concorso alla Protezione Civile, ai Vigili del Fuoco e alle altre Istituzioni del territorio.

In particolare sono stati impiegati due elicotteri, un HH-139 ed un HH-101, sia per il recupero delle persone rimaste isolate e in difficoltà, sia per il trasporto di sacchetti di sabbia ed altri materiali necessari alle squadre di soccorso. Particolarmente complesse, come testimoniano le diverse immagini presenti in rete e in tv, le fasi di recupero delle persone dai tetti delle abitazioni, degli uffici e delle aziende rimaste isolate, salvataggi effettuati dal personale aero-soccorritore di bordo attraverso il verricello e l’utilizzo di speciali cestoni. Per agevolare il coordinamento da terra delle operazioni di soccorso aereo è stata anche dislocata in località Lentigione, frazione del Comune di Brescello (Reggio-Emilia), una unità radiomobile, una vera e propria torre di controllo campale per la gestione del traffico aereo locale dei diversi assetti aerei coinvolti nei soccorsi.

L’attività di soccorso aereo alla popolazione civile è una della capacità duali che l’Aeronautica Militare, in concorso con le altre Forze Armate, mette quotidianamente a disposizione della collettività nei casi di pubblica utilità o in occasione di calamità, come in questo caso, operando sempre in stretta sinergia e a supporto delle diverse agenzie e corpi dello Stato impegnati nei soccorsi a terra e in volo.

Il 15° Stormo dell’Aeronautica Militare garantisce 24 ore su 24, per 365 giorni all’anno, la ricerca ed il soccorso degli equipaggi di volo in difficoltà, nonché concorre ad attività di pubblica utilità quali la ricerca di dispersi in mare o in montagna, il trasporto sanitario d’urgenza di ammalati in pericolo di vita ed il soccorso di traumatizzati gravi. Il livello addestrativo degli equipaggi, le caratteristiche delle macchine in dotazione nonché l’impiego di apparecchiature e tecniche speciali, quali l’utilizzo di visori notturni, fanno spesso dell’Aeronautica Militare l’unica componente in grado di gestire con successo le situazioni di emergenza più complesse grazie, ad esempio, alla capacità d’impiego di giorno, di notte e in condizioni meteo marginali. Dalla sua costituzione ad oggi, gli equipaggi del 15° Stormo hanno salvato circa 7200 persone in pericolo di vita.

Comunicato stampa 

Butta in acqua marinaio irregolare per sfuggire alla Guardia Costiera: arrestato /VIDEO

in Difesa e Sicurezza Nazionale/Video Report da

Butta in acqua un marinaio extracomunitario per sfuggire ai controlli della Guardia Costiera. Per questo motivo è stato arrestato  un 46enne livornese, comandante di un peschereccio della marineria locale fermato questa mattina su ordine della Procura di Livorno. I reati contestati sono violenza privata, violenza o minaccia per costringere a commettere un reato e sfruttamento del lavoro (caporalato). Le manette sono scattate al temine delle indagini partite a giugno 2016, dopo il salvataggio del senegalese avvenuto ad opera di un bagnino.

E ieri mattina gli uomini della Guardia Costiera di Livorno, in collaborazione con i carabinieri, “hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del Tribunale di Livorno, su richiesta del pm Fiorenza Marrara, a conclusione dell’indagine denominata “Catene” – spiega una nota della Capitaneria di porto della cittadina ligure – attendendo il rientro dalla battuta di pesca del pescatore, ormeggiatosi con l’imbarcazione presso l’abituale posto d’ormeggio in banchina in darsena vecchia”.

Le indagini

Nel tardo pomeriggio dell’8 giugno del 2016, infatti, un senegalese è stato visto da un bagnino annaspare in mare a qualche centinaio di metri dalla costa di Calambrone.  Dopo il salavataggio lo straniero ha raccontato, proprio al bagnino stesso, che “per paura di un controllo della Guardia Costiera che in quel momento stava effettuando controlli, il comandante di un peschereccio, per il quale lavorava in maniera irregolare, lo aveva spinto in mare, pur consapevole che non avesse le capacità di nuotare per mettersi in salvo”, chiarisce la nota dei militari. Dopodiché, però, il senegalese si era dileguato facendo perdere le proprie tracce.

Le iniziali indagini, condotte dalla Guardia Costiera, arrivata poco dopo sul posto per raccogliere le dichiarazioni del bagnino e di alcuni testimoni, hanno consentito di verificare la versione data dall’immigrato. Successivi accertamenti, inoltre, hanno portato all’identificazione  del responsabile del gesto, “nella fattispecie il comandante e proprietario del peschereccio ‘Gionatan'”. L’uomo, infatti, nei giorni successivi, avendo saputo che il cittadino senegalese era stato convocato dalla Guardia Costiera per rendere dichiarazioni su quanto accaduto, lo avrebbe minacciato ripetutamente per costringerlo a non dire la verità.

“Le ulteriori indagini – spiega la nota dalla Guardia Costiera – facevano emergere un quadro probatorio a carico dell’indagato che dimostrava come, per gli interessi della propria attività di pesca professionale, avesse posto in essere uno sfruttamento continuo, non solo del senegalese, ma anche di altri cittadini extracomunitari per lo svolgimento di varie mansioni a bordo dell’imbarcazione. Persone che avendo necessità di lavorare venivano costrette a turni massacranti, per un compenso di 10 euro a volta ed una modesta quantità di pesce, offesi ripetutamente quando non eseguivano a dovere gli ordini”.

Una volta tratto in arresto, l’indagato è stato condotto in caserma per l’identificazione formale da parte dei carabinieri e della Guardia Costiera per la successiva applicazione delle misure cautelari disposte dal gip di Livorno.

Servizi segreti, ‘Be Aware. Be Digital’: la campagna per la cybersecurity /VIDEO

in Difesa e Sicurezza Nazionale/Video Report da

Al via la prima campagna nazionale di formazione per la promozione di un utilizzo consapevole delle tecnologie ICT, promossa dalla Presidenza del Consiglio – Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza della Repubblica, in collaborazione con la ricerca.

Quando si parla di cyber sicurezza tutti pensiamo con timore ad hacker e pirati informatici, chiedendoci se il nostro pc, la nostra banca o il gestore della nostra carta di credito resisterebbero ad un loro attacco. In realtà, però, il maggiore rischio per i nostri dati siamo noi stessi. A volte basta un click o un like a rendere vulnerabili le nostre informazioni personali.

Nasce il progetto “Be Aware. Be Digital”

“Scopo della campagna è quello di far acquisire consapevolezza che la propria libertà digitale non è uno slogan, ma un approccio che consente di essere davvero padroni di se stessi, capaci di muoversi in piena libertà nella dimensione del web. Liberi di sapere, liberi da condizionamenti esterni, liberi di proteggere i propri dati, liberi di scegliere il proprio futuro. Essere cittadini digitali vuol dire rimodulare la dimensione personale nella società dell’informazione, al tempo stesso fonte di nuovi rischi e opportunità, sia per individui che per le imprese. Una campagna, quindi, che mira a far acquisire capacità di discernere le situazioni di reale vantaggio da quelle che privano delle libertà fondamentali.

Il progetto, realizzato dal governo in collaborazione con il mondo del- la ricerca, viene affrontato in un’ottica incrementale, che partendo dalla formazione dei più giovani, e trasferendo ai più grandi il valore di un uso consapevole delle tecnologie, finisce per introdurre nel mondo del lavoro adeguate competenze professionali che generano vantaggio in primis per le aziende e, di conseguenza, per l’economia del Paese.

Saranno coinvolte due categorie fondamentali: i ragazzi, da attrarre con iniziative formative innovative, da vivere in maniera diretta e tramite le istituzioni scolastiche; e le PMI da ingaggiare fornendo uno strumento utile allo sviluppo delle risorse umane.

L’output del progetto prevede, tra le altre iniziative, la realizzazione di app ludiche per introdurre i più giovani all’utilizzo consapevole delle tecnologie; educational app, per la diffusione dei concetti base della sicurezza informatica; fumetti ed eBook. I prodotti saranno veicolati attraverso le scuole italiane.

Così come sono previsti strumenti formativi per i dipendenti delle PMI, d’intesa con le Associazioni di categoria, attraverso l’implementazione di learning tool per l’apprendimento online, che offre contenuti didattici incentrati intorno a tematiche di sicurezza informatica declinate nella vita quotidiana dell’impresa e dei dipendenti. Lo scopo dell’esperienza di apprendimento è la diffusione di una cyber security awareness sul luogo di lavoro e l’utilizzo di buone prassi da parte dei dipendenti, che sebbene di età anagrafica superiore a quella delle altre fasce di destinatari, sono ugualmente sprovvisti di educazione digitale, finendo per risultare sotto molti aspetti utenti ancora più inesperti dei ragazzi.

Il lancio della campagna è avvenuto in occasione dell’evento sul “Decennale di riforma dell’intelligence italiana”, e proseguirà nei prossimi mesi con la presentazione dei singoli prodotti. La Sicurezza Nazionale porterà avanti la campagna pluriennale in conformità agli indirizzi operativi del nuovo “Piano Nazionale per la Sicurezza Informatica e la Protezione Cibernetica”, adottato a maggio 2017 a seguito del nuovo Decreto Gentiloni.

È previsto il coinvolgimento della RAI, del MIUR, di Leonardo, delle Università italiane e di Confindustria.

Il teaser della campagna “Be Aware. Be Digital” vede come attore il giovane youtuber italiano, Claudio Colica. Hanno voluto testimoniare la loro sensibilità rispetto a questo tema anche due personalità molto care al grande pubblico: Rosario Fiorello e Lodovica Comello hanno inviato due video.

Comunicato stampa

Chiuso il canale Youtube di Scenariecomici.it. Rinaldi: “E’ dittatura mediatica!”

in Difesa e Sicurezza Nazionale/Economia/Video Report da

Da qualche giorno il canale YouTube del noto blog economico è stato bloccato per presunte “ripetute gravi violazioni delle norme della community”. Gli amministratori del blog hanno presentato un reclamo, respinto da YouTube senza fornire precisazioni in merito. In una video intervista rilasciata a Byoblu.com, Antonio Rinaldi, animatore del blog,  ha raccontano la vicenda.

 

 

Chiuso il canale Youtube di “ScenariEconomici”. Antonio Rinaldi: “è dittatura mediatica!”. – Byoblu.com

Libano, soldati italiani terminano corso addestramento per forze armate locali /VIDEO

in Difesa e Sicurezza Nazionale/Internazionale/Video Report da

Shama (Libano) 25 settembre 2017 –  ​È terminato ieri il Fire Obervation Course a favore delle Lebanese armed forces (Laf), condotto dal contingente italiano in Libano e che ha visto un’esercitazione finale nell’area addestrativa vicina alla base “Millevoi” di Shama.

Il corso si prefissava lo scopo di insegnare ai giovani ufficiali delle Laf le tecniche di osservazione e gestione del fuoco durante le operazioni condotte con le armi a tiro indiretto, in particolare con i mortai pesanti. La complessità del corso e il livello di difficoltà hanno consentito la partecipazione di solo un esiguo numero di ufficiali delle Laf che, in base al concetto di “train the trainer”, svilupperanno, a loro volta, l’addestramento dei militari di stanza nei reparti schierati nel Sud del Libano.

L’attività formativa, della durata di due settimane, è stata sviluppata dal personale istruttore di ItalBatt, l’unità di manovra del contingente italiano in Libano, oggi su base Reggimento “Lancieri di Montebello” (8°).

L’addestramento delle Laf, dislocate nel Sud del Libano, è uno dei più importanti target previsti dalla risoluzione n.1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, unitamente al monitoraggio costante della Blue Line, attraverso il pattugliamento appiedato e motorizzato, nonché al supporto alla popolazione locale attraverso le attività promosse dalle unità della Civil and Military Cooperation (Cimic).

La Task Force “Montebello”, che compone ItalBatt con un battle group di “Lancieri” e uno di “Granatieri”, ha effettuato decine di corsi a favore delle Laf della 5^ Brigata libanese, in particolare nelle attività tattiche connesse al controllo del territorio, forti dell’esperienza maturata nelle precedenti operazioni di homeland security in occasione del “Giubileo Straordinario della Misericordia” in Roma.

I reparti di manovra schierati in Libano, su base Brigata “Granatieri di Sardegna”, prima di essere impiegati quali peacekeepers con l’Operazione “Leonte XXII”, sono stati per tre anni in prima linea a supporto della Forze di Polizia con l’Operazione “Strade Sicure”, a dimostrazione della grande versatilità delle forze armate italiane.

Libano, i militari italiani di Unifil addestrano le Forze armate locali / VIDEO

in Internazionale/Relazioni Internazionali/Video Report da

 

Al Mansouri (Libano) 15 settembre 2017 –  Si è concluso oggi l’addestramento sulle tecniche e procedure di controllo della folla a favore delle Forze armate libanesi (Laf)  a cura del contingente italiano impiegato nel Sud del Libano.

L’unità di manovra italiana della Joint Task Force – Lebanon (ITALBATT), su base Reggimento “Lancieri di Montebello” (8°) e comandata dal colonnello Massimo Crocco Barisano Colizza, ha organizzato e condotto un addestramento di due settimane a favore di un plotone della 5^ Brigata delle Laf, per fornirgli le capacità necessarie a far fronte a una folla composta da elementi ostili, anche se in superiorità numerica. In particolare l’addestramento ha avuto lo scopo di illustrare teoricamente e praticamente l’approccio verso una folla, la postura e le formazioni da assumere in base all’atteggiamento degli elementi ostili che la compongono, nonché il riconoscimento e l’isolamento degli elementi chiave che condizionano la folla. La cura dell’equipaggiamento e il suo utilizzo è fondamentale per fronteggiare la situazione in atto e i suoi possibili sviluppi, così come l’aderenza alle regole d’ingaggio che ogni unità è tenuta a rispettare.

L’addestramento delle Laf, dislocate nel Sud del Libano, è una delle più importanti attività previste dalla risoluzione n.1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, insieme al supporto alla popolazione locale attraverso le attività promosse nell’ambito della Civil and Military Cooperation (CIMIC), nonché al monitoraggio costante della Blue Line, attraverso il pattugliamento appiedato e motorizzato.

Diritti d’autore, Soundreef: “La Siae gode di protezioni molto importanti”/VIDEO

in Beni Culturali/Difesa e Sicurezza Nazionale/Video Report da

La guerra dei diritti d’autore. Da quando Soundreef è entrata sul mercato lo scontro con Siae è aperto. Molti autori, tra cui Fedez, hanno scelto di passare al gestore indipendente. La vera battaglia, dunque, si combatte su un monopolio di fatto che negli anni ha visto la Siae come unico attore in scena. Da qualche tempo, però, il competitor è una startup tutta italiana, nata in Gran Bretagna e rientrata nel nostro Paese. Ofcs.report ha intervistato Davide d’Atri, Ceo di Soundreef, che ha spiegato come funziona la gestione dei diritti d’autore e le regole (assenti) di un mercato milionario.

Abbiamo provato più volte a contattare la Siae, ma al momento non abbiamo ricevuto alcuna risposta. 

±Mais Menos±: l’arte che racconta la società scomponendola in coppie di opposti

in Difesa e Sicurezza Nazionale/Video Report da

“±Mais Menos±. Più o meno, la nostra vita va così”, spiega l’artista portoghese Mighel Januário, classe 1981, che con la sua mostra State of Minds offre una riflessione critica sulle società contemporanee. Caratterizzata dall’uso simbolico e iconico di un segno algebrico, “±Mais Menos±” è una proposta di analisi della società contemporanea attraverso la sua scomposizione concettuale in coppie di opposti.

±Mais Menos± infatti è un suo progetto che ha avuto inizio nel 2005. Il lavoro di Januário conduce una dissezione clinica della realtà concettualmente ridotta nei suoi opposti: più o meno/positivo e negativo, bianco e nero.

“Per me più o meno è descrittivo della realtà, una realtà paradossale, antagonica, con le due facce della moneta. Un’ illustrazione di questa società speculativa, troppe persone che hanno di meno e poche che hanno di più – prosegue Miguel – Le cose non sono mai come sembrano, c’è sempre qualcos’altro, c’è sempre una doppia visione delle cose. C’è sempre qualcosa di più”.

Sotto il segno di ±Mais Menos± l’artista ha prodotto un lavoro che abbraccia una varietà di tecniche come video, installazioni scultoree e ancora dalla pittura alla performance. Accanto a queste istallazione ci sono vero e proprie opere provocatorie realizzate con manifesti elettorali strappati e plastica sagomata.

L’esposizione si concentra sull’attuale situazione sociale, politica ed economica globale, toccando gli aspetti più problematici dell’intero cosmo: la crisi ideologica delle democrazie liberali e dei loro principi guida come la libertà, l’uguaglianza e la fratellanza. E poi il ruolo dei media e la loro missione, la tragica crisi dei rifugiati che si contrappone alla brutalità di un sistema paradossale che richiede confini chiusi.

“Io racconto pensieri diversi –  continua l’artista – Non siamo mai confortati dalla società che ci crea invece continui ostacoli, politici, economici e sociali. Esistono troppe posizioni contrastanti, ormai o è bianco o è nero, o è estrema destra o estrema sinistra, non esiste un più o meno”.

Una riflessione profonda sulla società, soprattutto quella occidentale, che vive oggi nel mondo influenzato dai media e dalla pubblicità

“Siamo costantemente influenzati dalla televisione, dalla pubblicità, dalla comunicazione – conclude Miguel – che cerca ogni giorno di coinvolgere le masse e renderle inermi davanti al mondo. Quello che faccio lo faccio per creare dei pensieri critici, per dare modo di porter riflettere sulla nostra situazione sociale globale, come creare un generatore di idee, di dialogo. Il sistema usa la situazione di crisi per destabilizzare le persone, ma siamo anche noi che abbiamo sempre paura e continuiamo a fare troppe cattiverie al mondo, nessuno oramai ha la voglia di capire cosa c’è nel mondo”.

Oltre a numerosi interventi di arte pubblica in diversi Paesi, il progetto ±Mais Menos± è stato presentato in mostre personali e collettive nelle città di tutto il mondo come Lisbona, Rio de Janeiro, Roma, Parigi, Portogallo, Luanda.

La sua mostra continua ed è presente a Roma da sabato 10 giugno, presso la galleria Wunderkammern, e rimarrà aperta fino al 22 luglio.

 

 

 

 

 

 

Blue Whale, parlano i ragazzi: “Manipolare i giovani è da vigliacchi”

in Difesa e Sicurezza Nazionale/Video Report da

In questi giorni sui media si parla molto di Blue Whale. Noi di Ofcs.report ci siamo chiesti: come hanno reagito i ragazzi alla notizia? E’ cambiato il loro rapporto con internet? E ancora: cosa possono fare i genitori? Ne devono parlare con i propri figli? E, se sì, in che termini?
Nel video abbiamo posto queste e altre domande ai ragazzi stessi e alla dottoressa Maura Manca, psicoterapeuta e psicologo clinico, presidente dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza.

“Innanzitutto parlare con calma e tranquillità – ha spiegato l’esperta – anche se ci sono preoccupazioni e ansie, che è giusto che ci siano perché stiamo attraversando un momento storico dove nella rete ci sono tanti pericoli e tanti rischi per i ragazzi che sono soli, in un certo senso, a confrontarsi con tante persone che approfittano della loro vulnerabilità e della loro fragilità”.

Bisogna spiegare loro che, anche se sembrerebbe che sia molto semplice entrare a far parte di questi gruppi e di questi “giochi”, “tendenzialmente questi ragazzi vengono adescati attraverso degli hashtag, attraverso dei link specifici, oppure entrando in gruppi, ma stiamo parlando di gruppi i cui contenuti sono già relativi o all’autolesionismo o al suicidio e, quindi, parliamo già di adolescenti sensibili a queste argomentazioni, a queste tematiche, che interagiscono con persone che parlano di depressione, di vuoti”, ha aggiunto Manca.

Se accade di essere contattati bisogna uscirne immediatamente e segnalarlo sempre e comunque, perché “non è un gioco. E’ purtroppo adescamento e si entra in un meccanismo estremamente grave di manipolazione mentale”.

“Però tendenzialmente non vanno a bussare a chi gli può chiudere la porta in faccia, vanno a bussare alla porta purtroppo di chi gli ha dato dei segnali. Tutto quello che digitiamo, gli hashtag i link i contenuti sono una sorta di codice identificativo nostro. Ai ragazzi dobbiamo dire attenzione a cosa digitate, attenzione agli hashtag, attenzione, soprattutto, con chi interagiamo”.

Incontro storico: il Papa tra i malati di Corea Huntington

in Salute/Video Report da

Papa Francesco per la prima volta nella storia cristiana incontra la comunità dei malati affetti da Corea di Huntington. In moltissimi sono arrivati nella sala Nervi del Vaticano. Famiglie e malati da tutto il mondo, in particolare dal Venezuela che sembra avere il maggior numero di casi.

I presenti, si sono commossi per le parole del Santo Padre, il quale ha incoraggiato tutti a non nascondersi mai più. “Solo l’amore della famiglia vi aiuterà a non restare soli”, ha detto Papa Bergoglio durante la cerimonia.

@spadaro_spadar1

1 2 3 9
Vai a Top